“La qualità dell’Evo: una, nessuna, centomila”. E’ questo il titolo dell’incontro che si è svolto sabato 6 dicembre a Canino, nella sala dell’Arancera, in occasione
della 54esima edizione della Festa dell’olio. L’appuntamento, introdotto dalla presidente della Strada dell’olio Dop Canino Lina Novelli, ha vissuto due momenti distinti: la degustazione di quattro olii extravergine di Canino guidata da Stefano Asaro, curatore della Guida agli extravergini di Slow Food (e presidente laziale dell’associazione), alla quale ha fatto seguito un approfondimento su contraffazione, etichettatura, marketing e comunicazione dell’olio. A fare da spartiacque fra le due parti dell’incontro, la presentazione de La Tuscia dell’EVO. Guida all’Extra Vergine della Tuscia, un’agile guida tascabile edita e curata da Carlo Zucchetti per orientarsi nel mondo dell’EVO del nostro territorio. A moderare gli incontri Giuseppe Castellini, direttore de “Il Giornale dell’Umbria”: tra i partecipanti il sindaco di Canino Mauro Pucci, l’onorevole Alessandra Terrosi e il consigliere regionale Enrico Panunzi.
Durante la degustazione Stefano Asaro ha colto le varie sfumature dei diversi extravergine presenti, guidando in un viaggio alla scoperta di sensazioni, odori, profumi. Del resto Stefano, amico della Tuscia di vecchia data, ci ha abituato da anni a questo tipo di incontri, fatti sempre con passione, competenza ed eleganza. Non sono mancati spunti interessanti da parte di produttori e pubblico, che ha riempito la sala dell’Arancera.
Più tecnica ma non meno interessante la seconda parte, che ha visto protagonisti Salvatore Alberico, l’agronomo Roberto Caldarelli e il professor Silvio Franco dell’università degli Studi della Tuscia. Negli interventi dei primi due relatori sono state spiegate le normative e le tecniche dell’etichettatura e le buone pratiche agricole per ottenere un olio di qualità, mentre Franco ha posto l’accento sulla necessità di lavorare sulla comunicazione e sul marketing per andare oltre il valore intrinseco del prodotto. Che è di qualità eccellente ma che ancora non è riuscito a creare nel consumatore quell’immaginario tale da farlo classificare in fasce di mercato più alte.




