Con la mela, la torta è un favola

Torta di mele

La metà di settembre è il momento in cui, quasi per tutti, il periodo vacanziero “volge al termine”. Si rientra dalle ferie, ricomincia la scuola, riprendono i corsi nelle università e tutti noi siamo colpiti da una sorta di malattia/frenesia che ci conduce a cercare spasmodicamente tra volantini pubblicitari, annunci di vario tipo, l’inizio di un corso, di una attività, che ci accompagni nei mesi invernali. Palestre, associazioni ognuno con il proprio “open day” propone una rosa infinite di possibilità: si va dalle danze caraibiche, ai corsi di cucina, di lingua etc.

Primo giorno di scuolaIeri mattina sono passata davanti alla mia vecchia scuola elementare. In essa ho trascorso ben otto anni della mia infanzia: dall’asilo alla quinta. Ho visto nonni e giovani genitori intenti a sostenere le tesi più creative per convincere i loro marmocchietti a smettere di piangere e accettare come un regalo l’inizio della scuola. Il primo giorno: apprensione, emozione, grandi fiocchi stretti alla gola, grembiulini e zainetti dei super eroi, maestre dall’aspetto dolcissimo, con sorrisi rassicuranti, bimbi timidi, ritrosi, nonne acquattate sotto le finestre e dietro alle porte a sbirciare che l’inserimento si svolga indolore. Come è stato il mio primo giorno di scuola? Buonissimo, me lo ricordo profumato di mele.

A scuola ci volevo andare. Mi intrigava conoscere altri mini-persone. Tra le cibarie per la colazione avevo una mela, piccola e rossa come quella delle favole. L’avevo colta qualche giorno prima con la nonna che aveva deciso di farne una torta. Durante la preparazione mi raccontò una storia, non ricordo quale, ricordo meglio il profumo e il gusto di quel dolce.

Che bello sarebbe se quei bimbi tornando a casa da scuola trovassero ad attenderli, a ripagarli una torta di mele e il racconto di una bella favola!

Dunque ecco dunque la ricetta per la torta … da principe e principesse:

Ingredienti:

300 g di farina

3 mele grandi

250 g di zucchero

3 uova

70 gr di burro

1 bicchiere di latte

1  bustina di lievito

1 limone

Preparazione:

Taglia le mele a spicchi e mettile a macerare con poco zucchero e del succo di limone. Monta i tuorli con lo zucchero e dopo anche gli albumi a neve. Quindi incorporarli delicatamente ai tuorli. Aggiungere tutta la farina precedentemente setacciata, il burro fuso intiepidito e il latte. Mescolare e amalgamare bene il tutto. Aggiungere il lievito setacciato e continua a mescolare. Disponi il composto in una teglia che avrai imburrata e cosparsa di zucchero. Copri interamente con le mele. Quasi fosse una corona… ricorda che deve essere una mela da principesse! Fai cuocere circa 40 minuti in forno preriscaldato a 180°

Un consiglio: le torta di mele si può realizzare mille modi diversi, senza burro, con lo yougurt utilizzando ingredienti e aromi differenti. Però la varietà di mela che è possibile utilizzare è quasi sempre le renette o le Golden, perché è dolce e con polpa più soda che si presta bene alla cottura.

…. La favola consigliata:

La ragazza Mela – Italo Calvino

C’erano una volta un re e una regina che non avevano figli. La regina camminando per il giardino e vedendo un bellissimo melo, si chiedeva sempre perché lei non potesse fare figli, come il melo faceva le mele. Successe che alla regina nacque una mela, così bella e colorata come non se n’erano mai viste. Il re la mise in un vassoio d’oro sul suo terrazzo. Di fronte al palazzo di questo re ce n’era un altro, abitato anche questo da un re. Questi, un giorno che stava affacciato alla finestra, vide, sul terrazzo del re di fronte, una bella ragazza bianca e rossa come una mela che si lavava e pettinava al sole. Lui rimase a guardarla a bocca aperta, perché non aveva mai visto una ragazza così bella. La ragazza però, appena si accorse di essere guardata, entrò in una mela e sparì. Il re se n’era innamorato.

ragazza con la melaPensa e ripensa andò a bussare al palazzo:

“Maestà, avrei da chiederle un favore“

“ Volentieri !Se tra vicini si può essere utili “ disse la regina
“Vorrei quella mela che avete sul terrazzo “
“Ma che dite maestà ? Non sapete che io sono la madre di quella mela e che ho sospirato tanto perché nascesse? “
Il re tanto insistette che non gli si potè dir di no, per mantenere l’amicizia. Così lui portò la mela a casa sua e le preparò tutto per lavarsi e pettinarsi. La ragazza tutti i giorni usciva dalla sua mela per lavarsi e pettinarsi; il re la guardava. Altro non faceva la ragazza: non mangiava e non parlava, solo si lavava e si pettinava, poi tornava nella sua mela. Quel re abitava con una matrigna, la quale, vedendolo sempre chiuso in camera, incominciò ad insospettirsi e a chiedersi perché il figlio stesse sempre nascosto.Venne l’ordine di guerra e il re dovette partire; gli piangeva il cuore al pensiero di lasciare la sua mela. Chiamò il suo suddito più fedele e gli lasciò la chiave della sua camera raccomandandogli di non far entrare nessuno nella stanza. Il servitore preparò tutti i giorni l’acqua e il pettine per la ragazza della mela. Appena il re fu partito la matrigna si diede da fare per entrare nella sua stanza. Fece mettere dell’oppio nel vino del servitore e, quando si addormentò, gli rubò la chiave. Aprì e frugò tutta la stanza e più la frugava meno trovava. C’era solo quella mela in una fruttiera d’oro. La regina prese lo stiletto e si mise a trafiggere la mela. Da ogni trafittura uscì un rivolo di sangue. La matrigna si prese paura, scappò e rimise la chiave nella tasca del servitore addormentato. Quando il servitore si risvegliò, non si raccapezzava di cosa fosse successo. Corse nella camera del re e la trovò allagata di sangue.
“Povero me! Cosa devo fare?”
Andò da sua zia, che era una fata e aveva tutte le polverine magiche. La zia gli diede una polverina magica che andava bene per le mele incantate e un’altra che andava bene per le ragazze stregate e le mise insieme. Il servitore tornò dalla mela e le passò un po’ di polverina su tutte le ferite. La mela si spaccò e ne uscì fuori la ragazza tutta bendata e incerottata. Tornò il re e la ragazza per la prima volta parlò e raccontò cosa era successo:
“Ho diciotto anni e sono uscita dall’incantesimo, se mi vuoi sarò tua sposa”.
La ragazza mela sposò il re con gran gioia dei due regnanti. Mancava solo la matrigna che scappò e nessuno ne seppe più niente

 

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