Da custode del Nocchianello ad Accademica della Vite e del Vino, il bellissimo viaggio di Carla Benini

Titolare della cantina Sassotondo con il marito Edoardo Ventimiglia
Copertina Articolo Carla

 

Custode storica del Nocchianello, Carla Benini porta il suo percorso professionale ed il messaggio di G.R.A.S.P.O. nella prestigiosa Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Forse non tutti sanno che l’Accademia Italiana della Vite e del Vino è un’istituzione culturale e scientifica fondata nel 1949 dal Ministero dell’Agricoltura per studiare e promuove la viticoltura e l’enologia italiana, attraverso la ricerca scientifica a tutela della qualità e dell’immagine del vino italiano nel mondo.
Sono solo 600 gli Accademici tra professori universitari, ricercatori, enologi, agronomi, imprenditori vitivinicoli, giornalisti di settore oggi guidati dal Prof. Rosario Di Lorenzo e farne parte significa veder riconoscere al massimo livello il proprio impegno quotidiano nella difesa e valorizzazione della vite e del vino.
Il percorso professionale di Carla Benini a testimoniare concretamente quanto sia meritato questo riconoscimento.

Per incontrarla siamo andati a Pitigliano nel cuore della civiltà etrusca, delle Vie Cave, dei tufi vulcanici, delle cantine scavate nella roccia nella sua azienda Sassotondo che conta su 72 ettari di cui 13 coltivati a vite collocati tra i comuni di Sorano e Pitigliano da sempre gestiti con i metodi dell’agricoltura biologica e i vini rispecchiano a pieno le suggestioni di questo territorio potente e misterioso, per certi versi estremo.
Donna gentile, caparbia e lungimirante Carla Benini si è laureata in Scienze Agrarie presso l’Università Statale di Milano cui fa seguire un Master in Economia del Sistema Agro Alimentare a Cremona.
Inizia così il suo percorso nel mondo del vino sviluppando un’attività di consulenza nel settore agro-industriale, con particolare attenzione alle problematiche del finanziamento pubblico agevolato.
Nel 1990 però decide di abbandonare la consulenza e di dedicarsi completamente alla sua nuova e definitiva avventura, dando vita insieme con suo marito Edoardo Ventimiglia, a Sassotondo, un’azienda vitivinicola con focus su ambiente e pratiche di sostenibilità.
L’impegno diretto e costante nell’attività aziendale non le impedisce però di dedicarsi ad approfondimenti e arricchimenti, usando l’azienda come trial winery in ricerche che vanno dalla tracciabilità tramite isotopi, alla microbiologia della cantina, alla ricerca e conservazione di vitigni rari a rischio di estinzione.
Come testimoniato concretamente nel recupero del Nocchianello Nero.

Nocchianello Nero

Il Nocchianello Nero è un antico vitigno di Pitigliano, ancora senza parentela genetica conosciuta.
La sua storia risale al 1883, quando fu segnalato negli atti della “Inchiesta Agraria” per le provincie di Roma e Grosseto. Proprio grazie al supporto del CREA di Arezzo e alla passione di Carla Benini, possiamo dire che il Nocchianello è stato recuperato e valorizzato.
Carla spiega che il Nocchianello è un vitigno che si adatta bene ai terreni magri e tufosi di Pitigliano.
Come in altre zone viticole italiane, continua Carla, anche qui la ricostruzione post fillosserica ha contribuito a semplificare notevolmente il grande patrimonio di biodiversità che questo territorio aveva in dote.
Soltanto in qualche caso sono sopravvissuti piccoli vigneti centenari, franchi di piede, indenni da fillossera, oppure vigneti costituiti con materiale tramandato di generazione in generazione secondo una locale tradizione, destinati ormai ad una scomparsa sicura.
“A Sassotondo lo coltiviamo dal 2010 anche grazie al supporto di Paolo Storchi responsabile del CREA di Arezzo che lo aveva recuperato in alcuni vigneti della zona anche grazie ad una specifica indagine originalmente attivata dal Prof. Giancarlo Scalabrelli dell’Università di Pisa e dal Prof. Angelo Grasselli.
E’ un vitigno che, negli ambienti di origine, ovvero nei magri tufi di Pitigliano, ha caratteristiche agronomiche piuttosto diverse rispetto alle fertili piane aretine dove si trova la collezione del CREA di Arezzo. Il grappolo è piuttosto piccolo e mediamente compatto, la fertilità delle gemme basali non è alta, l’acino è duro e occupato da semi piuttosto grossi e forse da qui deriva il nome Nocchianello (nocchia=nocciola). “

Il Nocchianello Nero è iscritto dal 2017, su richiesta del CREA di Arezzo, al Registro del Ministero ed è autorizzato per la coltivazione in tutta la Regione.
La storia di Carla Benini e del “suo” Nocchianello Nero, che oggi ritroviamo in bottiglia come Nocchianello I.G.T. Toscana Monte Rosso, è un esempio di come la passione e la dedizione possano contribuire a preservare la biodiversità viticola italiana, un esempio per tutti i viticoltori e gli appassionati di vino che desiderano scoprire e valorizzare i vitigni originali italiani.

 

C.S. Pian di Conati, 52
58010 Sovana (GR)
+39 0564 614218
+39 348 9029125
info@sassotondo.it
www.sassotondo.it

Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
 

Photo Credits: Nocchianello Nero www.winemag.it

Ti piace questo articolo?

Condividilo su Facebook
Condividilo su Twitter
Condividilo su Linkdin
Condividilo su Whatsapp


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Ultimi articoli


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Iscriviti alla Newsletter di Carlo Zucchetti