L’Uva Greca Puntinata debutta al Vinitaly

Storico vitigno della Tuscia
Copertina Uva Greca Puntinata

 

 

da sx Massimo Bedini, Aldo Lorenzoni e Alfio Casentino Sindaco di Milo

Un percorso di riscoperta e valorizzazione che ha dell’incredibile visti i tanti obiettivi raggiunti.
Convegni, presentazioni del progetto, micro vinificazioni di sette diversi areali, coinvolgimento delle istituzioni, della comunità di Acquapendente, dei produttori e dei vivaisti, tre momenti di forte attenzione al Vinitaly e un intero capitolo dedicato all’Uva Greca Puntinata nell’ultimo libro di GRASPO Vitigni Rari Italiani, Storie di Patriarchi Profeti ed Eroi.
Se sono tante le storie Incontrate in tutta Italia di vitigni rari a rischio di estinzione che si intrecciano con un viticoltore appassionato che ne diventa custode salvandolo dall’oblio e condividendo poi con tutti i produttori del territorio.

Alvio Fusi

Quella di Alvio Fusi, che potremmo considerare il Profeta dell’Uva Greca Puntinata, è veramente emblematica.
Massimo Bedini, che da Alvio Fusi ha raccolto il testimone diventandone oggi il primo custode, ha raccontato così la storia dell’Uva Greca Puntinata, allo Stand di G.R.A.S.P.O. in una degustazione esclusiva, nella presentazione del libro nello spazio della BVR e nell’esclusivo padiglione del Ministero dell’Agricoltura insieme al CREA davanti a ricercatori, giornalisti e custodi di tutta Italia.
Un progetto di recupero di un vitigno antico e raro che ha visto da subito l’interesse e la partecipazione del Comune di Acquapendente in Tuscia, dell’A.R.S.I.A.L., dell’Università della Tuscia, del Ministero della Cultura, di Fattorie Solidali Cooperative, di S’Osteria 38, della Riserva Naturale di Monte Rufeno e dei vivaisti locali, dei tanti piccoli viticoltori custodi
Un programma proposto e sviluppato da Alicenova, che in ATI con Fattorie Solidali Società Cooperativa Sociale Agricola, ha inserito la salvaguardia e la valorizzazione dell’Uva Greca Puntinata in una più strutturata azione di promozione dei prodotti locali nell’ambito del progetto Trevinano Ri-Wind.

da sx Aldo Lorenzoni, Adolfo Sabaini, Massimo Bedini

Da qui nasce anche il coinvolgimento diretto di G.R.A.S.P.O. cui è stata affidata una parte significativa del progetto che ha previsto non solo una ricognizione sul territorio delle testimonianze residuali di questo storico vitigno ma, una vera caratterizzazione viticola ed enologica del suo comportamento nei diversi areali.
Protagonisti di questo progetto sono stati quindi tutti i custodi locali dell’Uva Greca Puntinata coordinati da Massimo Bedini, storico direttore della Riserva Naturale Monte Rufeno.

Aldo Lorenzoni e Massimo Bedini

Con lui sono entrati in questa bella avventura altri produttori come il figlio di Alvio, Andrea Fusi con il suo vigneto ancestrale di oltre 100 anni, dove le viti sono allevate su sostegno morto a doppio palo incrociato oppure su palo di castagno con pioli posti a croce sfalsata, localmente detto “mollone”. Qui siamo in località Valtieri su suoli pozzolanici di origine vulcanica.
Alberto Caprasecca, classe 1945 che custodisce in località Acquaviva un vecchio vigneto che potrebbe avere addirittura 240 anni residuo della storica piattaforma ampelografica di Acquapendente.
E con loro anche Michele Zucca, che ha la sua vigna in località Procoio, e Daniele Ronchini in località Pian Ferrone là dove iniziano i calanchi.
Sempre rimanendo ad Acquapendente in località Locrafroco su suoli vulcanici di origine basaltica partecipa con entusiasmo al progetto anche Anne Friedrikstad, giornalista della TV norvegese, che da circa 15 anni coltiva qui con passione il suo vigneto di Uva Greca Puntinata.
Fino a Gradoli sul Lago di Bolsena, dove Gaetano, Massimo e Lina Calcagno, dell’azienda vivaistica Viti sul Lago, hanno creato un vero centro di biodiversità viticola.

da sx Michele Tessari, Aldo Lorenzoni, Ivano Asperti, Carlo Zucchetti e Massimo Bedini

Qualsiasi lavoro di caratterizzazione delle produzioni viticole, riveste da sempre un ruolo importante per capire le potenzialità e la vocazionalità di uno specifico territorio, ha spiegato Carlo Zucchetti, giornalista tra i massimi conoscitori dei vini della Tuscia.
Ogni azione in questa direzione va sempre vista in funzione dell’obiettivo enologico che si vuole realizzare e quindi particolare importanza riveste il risultato delle vinificazioni delle uve provenienti dai vigneti delle diverse aree indagate.
C’è infatti un fortissimo legame tra i suoli, le pendenze, le altitudini e le relative escursioni termiche con il comportamento di ogni vitigno.
L’Uva Greca Puntinata, anche alla luce degli assaggi delle prime micro vinificazioni, può realmente tornare ad essere un ideale marcatore territoriale trascinando anche le altre produzioni tipiche di questo territorio, catalizzando l’attenzione di consumatori e comunicatori.

da sx Aldo Lorenzoni, Adolfo Sabaini, Massimo Bedini

L’obiettivo del progetto è quindi quello di consolidare questo stretto legame di identità, tra un vitigno storico e un ambiente con un paesaggio ben conservato.
Un progetto efficace e mirato che si propone di dimostrare scientificamente come questo vitigno abbia caratteristiche così identitarie da rimanere sé stesso anche se declinato nei diversi territori in cui oggi è ospitato.
I risultati di questa ricerca hanno dimostrato la perfetta sintonia tra vitigno e ambiente e le reazioni dello stesso ai fattori termici, idrici, pedologici e colturali, un’immagine di prodotto nella quale l’ambiente, l’uomo e il vitigno sono i tre elementi dal cui incontro nasce un vino unico e irripetibile.

Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
 

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