C’è un’immagine che il mondo intero associa all’Italia: quella bellezza fatta di sorrisi, paesaggi e sapori indimenticabili.
È la Dolce Vita.
È questa l’atmosfera che la Regione Lazio ha scelto di ricreare per il Vinitaly 2026.
Il vino valorizzato come portatore di valori e di identità: quella di una regione che sta riscoprendo la sua nobiltà vitivinicola attraverso la qualità e l’emozione.
La prima tappa di questo viaggio è l’Enoteca Regionale, che torna protagonista nel 2026. Situata all’ingresso del padiglione di 2.000 mq situato all’accesso Cangrande, l’Enoteca non è un semplice banco di mescita, ma è un punto di orientamento culturale. Grazie alla professionalità della Fondazione Italiana Sommelier (FIS), operatori e buyer possono tracciare una mappa ideale dei territori, prima di addentrarsi tra gli stand delle 61 realtà presenti.
Il tema “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio” si riflette in ogni dettaglio dello spazio curato da Arsial con l’importante contributo della Camera di Commercio di Roma.
Con 61 realtà presenti, tra cui i consorzi Roma DOC, Cesanese di Olevano Romano e Atina DOP, la collettiva regionale mette in mostra la sua risorsa più preziosa: la biodiversità. Una regione che si presenta con 37 vitigni storici, piccoli tesori di una storia del territorio, una meravigliosa varietà di suoli, paesaggi e tradizioni e una nuova generazione di produttori che mette la sostenibilità e la qualità al servizio dell’eleganza.
La Dolce Vita a Verona si vive anche attraverso il confronto e la scoperta.
Al piano superiore del padiglione un ricco programma di appuntamenti.
Le masterclass “blind tasting” e i momenti di approfondimento che celebrano il legame tra terra e cultura, tra cui segnaliamo:
Lunedì 13 aprile ore 11,00
La presentazione delle guide La Tuscia del Vino 2026 e I Luoghi del Cesanese 2025-2026 editate da Carlo Zucchetti
Martedì 14 aprile ore 13,00
Presentazione del DiVino Etrusco di Tarquinia dove verranno svelate le date e le novità della XX edizione
Lo spazio dedicato al business matching è stato pensato per accogliere buyer da tutto il mondo in un ambiente funzionale ma raffinato. L’obiettivo è esportare non solo bottiglie, ma il “modello Lazio”: un sistema dove il vino è il punto d’incontro tra una cucina Patrimonio UNESCO e un territorio che invita a essere vissuto lentamente.
Perché in fondo, Vinitaly 2026 nel Padiglione Lazio è un invito a rallentare, degustare e lasciarsi sedurre.





