Questo il titolo dell’approfondimento che Attilio Scienza ha presentato nell’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. portando numerosi e curiosi esempi.
Ma sarà sempre vero?
Un vitigno che ci ha da sempre molto incuriosito è la Gambugliana e poter dimostrare in qualche modo il suo legam, se non la sua origine, con il paesino di Gambugliano che si trova nella Lessinia vicentina ed oggi frazione di Sovizzo.
L’occasione, anzi la sfida ci viene lanciata da Silvio ed Alba Caoduro appassionati architetti del luogo e dal sindaco di Sovizzo Matteo Forlin prima sindaco di Gambugliano e oggi, dopo la fusione, anche di Sovizzo.

Coinvolgendo anche Giuseppe Berti ricercatore, speleologo ed archeologo.
Se non è facile fare un quadro preciso dal punto di vista ampelografico e genetico di ogni singola varietà di vite che abbiamo incontrato, il compito sembra diventare però particolarmente arduo per la Gambugliana.
Una varietà oggi ufficialmente riconosciuta e segnalata nel Catalogo Internazionale dei Vitigni e nella banca dati della Biodiversità della Regione Veneto, ma mai iscritto al Catalogo Nazionale delle Varietà del Ministero.
Con i progressi però compiuti dalla biologia molecolare negli ultimi anni si è arrivati finalmente all’analisi del DNA. Questa metodologia ha permesso oltre che una identificazione certa del vitigno.
Per questo motivo oggi possiamo con buona attendibilità affermare che la Gambugliana proviene da un incrocio naturale tra le varietà Fuligno e Uva Gatta vitigni identificati e descritti nel Catalogo Europeo ma di cui si conosce molto poco. Solo recentissime indagini legano la Gambugliana alla Visparola.
Sempre il catalogo europeo certifica essere la Gambugliana un genitore sicuro di un altro vitigno storico del Veneto: la Cenerente.
Prima di questi studi la Gambugliana la ritroviamo nel volume “I vitigni dei Berici “ curato da Angelo Costacurta e Severina Cancellier per il Consorzio di Tutela dei Colli Berici.
Qui gli autori lamentano, infatti, come le notizie su questa varietà fossero poche e confuse, riportando che essa figurava nell’elenco dell’esposizione del 1868 confusa con la Negrara e la Cenerente. Nello stesso bollettino Clementi lamenta che la varietà chiamata Gambugliana della Doana o Zoana corrisponde invece alla Negrara dal Pedemonte.
Nel bollettino ampelografico (1880-83) della provincia di Verona, si descrive una Negretta, trovata nel Comune di Minerbe, che ha come sinonimi Cenerente per il Basso Vicentino, Farinella per l’Alto Vicentino, Farinente a San Giovanni Ilarione, Gambugiana a San Bonifacio e Soave, Zanetto in Piemonte.

Zava, nel 1905, cita una Gambugiara tra i sinonimi delle varietà Negreta coltivate in provincia di Verona e Farinente coltivata nelle province di Verona e Vicenza.
Marzotto, nel 1925, riporta la Gambujana come sinonimo della Negrara Cenerente, varietà definita poco diffusa e molto sensibile alla peronospora.
Lo stesso autore ricorda che in alcune località dei Berici come Brendola e Creazzo la Negretta Comune viene chiamata Gambujana, da non confondersi con la Negrara Farinente.
Sempre Marzotto riporta anche una Corbinona Gambugliana, che ebbe dal De Marchi proprietario terriero a Gazzo Padovano.
Nel 1950 Montanari e Ceccarelli scrivono che il Gambugnano, detto anche Gambugliano, Gambuiano o Gambuiana rientra tra i vitigni fondamentali nella composizione dei vini rossi di Brendola e di Arzignano, nessun riferimento quindi a Gambugliano come luogo ma solo un’assonanza.
Di certo è che la Gambugliana ritrovata da G.R.A.S.P.O. presso l’azienda Bedin a Brendola, dove è stata osservata per alcuni anni, è stata originariamente reperita a Grancona nell’azienda Graser
Nessun collegamento quindi fino ad oggi certo con Gambugliano.
Per questo si rende necessario prelevare campioni su vecchie vigne che si trovano vicino alla casa museo di Giuseppe e Gianna Berti dove però troneggia da ormai cento anni una monumentale vigna da muro della varietà Groppello…ma questa è tutta un’altra storia, spiega Giuseppe concludendo “ per le mie ricerche e per le mie passioni ci vorrebbero almeno due vite”… e forse anche per dimostrare l’origine della Gambugliana.
Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
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