Cesanese: un solo vitigno, Affile?!

Un importante libro di Piero Riccardi L’enigma del Cesanese Iacobelli Editore
Copertina Articolo cesanese m cristina pratesi

 

In un insolito pomeriggio piovoso, a Piglio, nella sala gremita della Maison De Charme, in occasione della presentazione del libro “L’enigma del Cesanese” di Piero Riccardi per i tipi Iacobelli, esperti del territorio, vignaioli ed autorità locali si sono confrontati sul tema Cesanese. Piero Riccardi, saggista e vignaiolo, da circa un decennio focalizza l’attenzione sul vitigno a bacca rossa più rappresentativo del Lazio. L’enigma del Cesanese è un libro ricerca-inchiesta in cui l’autore, con un percorso a ritroso di domande, interrogativi e confronti, scrive un nuovo capitolo della storia del Cesanese.

Quale l’origine del vitigno? E del suo nome?
Sembra che sulle tavole imperiali romane questo vino fosse sconosciuto ed all’autore appare piuttosto arbitraria l’operazione di Plinio il Vecchio di rilegare il vitigno tra le Alveole romane ,indicanti una serie di vitigni, senza fare alcun riferimento specifico al Cesanese. Così come gli risulta discutibile l’etimologia del nome Cesanese dal latino caedere. Ma, indubbiamente, l’aspetto più rilevante emerge quando l’autore si prefigge di distinguere geneticamente i due Cesanesi menzionati nel Registro Viticolo Italiano e nei disciplinari delle Denominazioni: Cesanese d’Affile e Cesanese Comune. O meglio, identificare il Cesanese Comune. Nell’intento, è stata determinante l’attiva partecipazione dell’autore al progetto “Alle Radici del Cesanese” (Comune di Olevano Romano, Gal Terre di Pregio, Arsial, Crea Viticoltura di Conegliano) mediante cui è stato possibile eseguire analisi di Dna su viti di vigne storiche. Il risultato è stato sorprendente: i Cesanesi coltivati nei territori delle denominazioni sono riconducibili ad un unico tipo, al Cesanese d’Affile. E ancora: il Cesanese affilano non ha alcuna parentela con i vitigni italici.

Un vero e proprio sconvolgimento che induce a ripensare alle vere origini del vitigno e, la mancanza di varietà con esso geneticamente imparentate, non esclude un’origine alloctona. L’autore formula una serie di ipotesi e ricostruzioni storiche volte a stabilire l’enigma del Cesanese e la via attraverso cui ci sarebbe giunto. Le ipotesi formulate, considerate singolarmente non sembrano decisive, ma nel complesso designano un quadro d’insieme che ha una propria attendibilità e fascinazione.
Alla luce di queste novità, sono giunti i tempi per superare i campanilismi e le inutili divisioni territoriali: non è più accettabile che ad un unico vitigno così fortemente identitario, con un legame inscindibile con il suo storico territorio, siano dedicate tre denominazioni, D.O.C.G. Piglio, D.O.C. Affile e D.O.C. Olevano Romano.
Cesanese, un vitigno, un vino, merita un unico nuovo disciplinare con un’unica nuova Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

L’enigma del Cesanese
Piero Riccardi
Iacobelli Editore
€ 10,00 clicca qui

Foto di CRA-VIT Conegliano

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