
Nell’Alto Casertano, più precisamente nel comune di Pontelatone, si produce il Casavecchia, un vino con una storia affascinante. In queste zone dal XII secolo vi si stabilirono prima gli Osci, poi i Sanniti Caudini, infine i Romani.
Non è lecito sapere se il Casavecchia sia davvero l’antico Trebulanum tanto caro ai Romani, però sicuramente si tratta di un vitigno antichissimo che ha resistito anche alla fillossera, morfologicamente diverso da tutti gli altri fino ad allora ritrovati, studiati e selezionati, ma che già nell’Ottocento era caduto nell’oblio; non era neanche stato inserito nella Vigna del Ventaglio voluta da Ferdinando IV di Borbone. Una varietà quindi importante di cui però si erano perse le tracce, fino a quando qualcuno ha pensato di collegare la scoperta nel secolo scorso in quell’areale, mai indagato prima, di un “nuovo” vitigno proprio all’antico Trebulanum.
Una storia raccontata da Nicola Carusone detto “Zi Nicola”, agricoltore e commerciante della zona, e da Antonio Di Giovannantonio, dinamico ed attento consulente nel settore vitivinicolo per diverse aziende della Campania, enologo particolarmente attento alla valorizzazione dei vitigni originali di questo territorio: narrazione bellissima a metà tra fiaba e realtà.
Nella prima metà del secolo scorso Scirocco Prisco, contadino nato nel 1875 e morto nel 1962 sempre a Pontelatone e bisnonno di Antonio, trovò questo antico vitigno ed iniziò a riprodurlo con l’antico metodo della propaggine, già descritto anticamente da Columella, che prevede l’interramento di un tralcio finché non sviluppa radici proprie. Sembra che tale vite sia stata ritrovata proprio nei pressi di una vecchia masseria, il località Prea, chiamata “Ciesi”, ricadente nella zona di Pontelatone, lungo l’antica Via Latina che univa Capua ad Alife.
Fu per tale motivo che la gente del posto iniziò a definirla in dialetto “l’uva ‘e chella casa vecchia” e col tempo divenne il più famoso Casavecchia. I contadini della zona erano soliti dire: “jamme a piglià l’uva e chella casa vecchia”, poiché dava un’uva ottima per la produzione di vino rosso. Una storia che trova conferma anche nei racconti di Guarino e di Giuseppina Scirocco figli di Prisco, ovvero gli zii del padre di Antonio. Un racconto di un realismo sconvolgente che non mostrava alcuna discrepanza rispetto a quella riportata da Zi Nicola. Oggi il Casavecchia è una delle D.O.C. campane ed è prodotto nei comuni di Liberi e Formicola e in alcune zone dei comuni di Castel di Sasso, Pontelatone, Piana di Monte Verna, Caiazzo, Castel Campagnano e Ruviano. Lo si distingue per il grappolo spargolo, che lo difende dalla possibilità di creare muffe indesiderate, mentre il suo vino nel calice si colora di un bel rubino intenso con unghia violacea, dovuto a una
notevole presenza di antociani, stimati quasi il doppio rispetto a quelli del già colorato Aglianico. Coltivato usando oggi il moderno Guyot, mentre veniva, un tempo, allevato su alberata casertana che si distingue dall’alberata Aversana, che arriva a più di 10 metri , per la sua più contenuta altezza, circa 4 metri. La coltivazione del Casavecchia fatta in questo modo aveva lo scopo di frenare la sua vigoria migliorare il rapporto fra grappolo e superfice fogliare potendo così avere produzioni più contenute e di maggior pregio.

Incontriamo a Bologna in occasione del salone di Slow Wine Giovanni Battista Perrone fondatore e socio della cooperativa Vignai de Casavecchia nata nel 1999 con sede a Pontelatone . Una realtà formata da nove soci che hanno unito forze e produzioni riuscendo a mettere sul mercato 20.000 bottiglie di vino di grande qualità. Non è stata una passeggiata, come ci racconta Giovanni Battista, le difficoltà però non hanno frenato il loro entusiasmo, supportati dalla presenza del loro enologo e mentore, Antonio Di Giovannantonio, autore fra l’altro della prima tesi sul vitigno Casavecchia. Questo vino presenta, inoltre, un forte legame territoriale, con scarsa adattabilità a terreni di altre aree. Un tempo, quando si citava Pontelatone, pochi sapevano della sua esistenza, oggi,invece, molti lo collegano subito con il luogo dove si produce il Casavecchia.
I Vignai del Casa Vecchia
Vai Madonna delle Grazie 29
81040 Pontelatone (CE)
328 9726688
info@viticoltoridelcasavecchia.it
www. viticoltoridelcasavecchia.it
Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
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Grazie a Francesco Turri e a www.egnews.it per averci dato la possibilità di ri/pubblicare i loro articoli
Photo Credit: Cra Vit SNCV





