I numeri contano, certo, perché danno la misura del reale e servono a fare progetti, bilanci, ad aggiustare il tiro, a capire potenzialità, limiti, e opportunità. Contano i numeri ma ancora di più contano le idee, i progetti, le sensazioni e la tendenza, anche dei numeri stessi. E al Paestum Wine Fest – lo scorso 27 marzo si è chiusa la tre giorni dell’edizione numero 11 – c’era la percezione diffusa, tra operatori del settore e wine lovers, di una manifestazione che sta per fare il grande salto e vuole proporsi come uno degli eventi più dinamici da Roma in giù. Sempre ammesso che il salto non sia stato fatto e che non sia già un punto di riferimento per il Sud Italia.
I numeri, si diceva. Quelli ufficiali parlano di oltre 22mila visitatori tra salone e fuorisalone, 3600 operatori del settore Ho.re.ca, 600 cantine presenti. E ancora: 35 masterclass (tutte piene, la più suggestiva sotto ai templi), 4 talk, 8.500 metri di superficie espositiva coperta e 4mila metri scoperti negli spazi dell’ex tabacchificio Next. Numeri che in valore assoluto, però poco dicono ma che raccontano tanto se paragonati a quelli delle prime edizioni, quando il Paestum Wine era una tra i tanti incontri tra appassionati. Numeri che fanno sorridere anche rispetto allo scorso anno che, per certi versi, è stato quello della svolta (le cantine, per dire sono quasi raddoppiate).
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n degustazione vini provenienti da ogni parte d’Italia, con la presenza di etichette importanti e realtà emergenti, a dimostrazione che l’attenzione è cresciuta e che scommettere sulla manifestazione cilentana può portare a frutti interessanti. E poi tanto Sud, tanta Campania, orgogliosamente Campania alla ricerca di una nuova comunicazione che faccia passare l’idea di quanto sia bello e “fico” bere campano (le potenzialità non mancano).
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erito di tutto ciò di Angelo Zarra, che si inventò 11 anni il Paestum Wine Fest, e del suo staff: “Da oggi si cominciano a studiare soprattutto le criticità per mettere a punto l’edizione del 2024: per un salone ancora più performante e sempre più all’altezza dell’intera filiera vitivinicola”. Gli fa eco uno degli organizzatori, Ottavio Gabriel Sorrentino: “Tra i prossimi obiettivi c’è quello di ampliare il progetto con un respiro sempre più internazionale man mano rafforzando l’aspetto business per tutto il comparto enologico”.
L’appuntamento per la dodicesima edizione è per il 16, 17 e 18 marzo 2024.





