Consorzio Asti chiude 2022 a 103 milioni bottiglie commercializzate

Export Asti Spumante +16%
Copertina Consorzio Asti

 

Chiude con segno positivo la performance 2022 della denominazione Asti Spumante e Moscato d’Asti D.O.C.G., registrando quota di 102,7 milioni di bottiglie prodotte (0,75/litri), in leggero incremento (+0,5%) sul 2021 e in crescita del 22% rispetto all’immediato pre-Covid. Questi i dati comunicati dal Consorzio Asti D.O.C.G., sulla base delle fascette di Stato consegnate lo scorso anno per i vini imbottigliati e immessi sul mercato. L’Asti Spumante registra un ulteriore crescita (+11%, a 67 milioni di bottiglie) grazie agli incrementi in doppia cifra nei mercati di sbocco, mentre rallenta il Moscato d’Asti (-14%, 36 milioni di bottiglie), complice la contrazione degli ordini, dopo il boom del 2021, del mercato statunitense, che da solo vale quasi la metà del mercato.

Lorenzo Barbero

Secondo il Presidente del Consorzio Asti D.O.C.G., Lorenzo Barbero, i numeri dello Spumante proseguono la strada positiva avviata dal 2013 registrando risultati estremamente positivi. La battuta di arresto del Moscato d’Asti è invece fisiologica e paga l’exploit del 2021, anno record della D.O.C.G.; ma considerando le medie degli ultimi 5 anni il dato è perfettamente in linea.
Sul fronte dei mercati, l’Asti Spumante chiude il 2022 con allunghi rilevanti nelle sue prime piazze di sbocco, con quasi 18 milioni di bottiglie dirette in Russia (+42%).
A seguire, l’Italia (+11%) – a 7,1 milioni di pezzi – e il Regno Unito che superano una domanda statunitense in flessione così come la Germania, mentre è segnalata in sensibile crescita l’emergente Polonia.
Numeri confermati dalla performance dell’export rilevata da Istat su tutto il 2022, con l’Asti Spumante a +16,2% a valore (168 milioni di euro il controvalore) e a +8,3% a volume.
La forte contrazione tedesca (-47%) è stata più che compensata dalle significative crescite anche in tripla cifra di molti mercati emergenti, a partire da Austria, Polonia e Ungheria fino al Centro e Sud America, dove il valore della domanda è lievitato di quasi il 70%.
Il Moscato d’Asti sconta invece la contrazione statunitense (-16%), che da sola assorbe quasi tutto il gap commerciale riscontrato sul 2021, mentre sono sostanzialmente stabili gli altri top buyer (Italia, Corea del Sud, Grecia).
A oggi le aziende consorziate sono 1.013, divise tra 50 case spumantistiche, 778 aziende viticole, 153 aziende vitivinicole, 17 aziende vinificatrici e 15 cantine cooperative.
Il 90% della produzione viene esportata

Consorzio Asti D.O.C.G.

consorzio@astidocg.it 

             

 

elisabettadetommaso@carlozucchetti.it

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