Quattro chiacchiere con Lucia Letrari, la Signora del Trento D.O.C.

La degustazione di Momenti Divini presso l’ Enoteca del Ristorante Zi Maria al Sasso Cerveteri.
Copertina Letrari

 

Catia Minghi, ideatrice del format, ha introdotto la storia del Trento D.O.C. e di Leonello Letrari mentre il giornalista enogastronomico Fabio Turchetti ha guidato come sempre, la degustazione in modo impeccabile, professionale e appassionante.
La storia del Trento D.O.C. ha origine nei primi anni del ‘900 grazie a Giulio Ferrari, studente dell’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele che, al ritorno da numerosi viaggi studio in Francia, introdusse in questa regione il processo di spumantizzazione Metodo Classico.
Nel 1993 il riconoscimento della D.O.C. Trento, nel 2007 la nascita ufficiale del marchio collettivo territoriale del Trento D.O.C. e nel 2014 la carta d’identità del Trento D.O.C.
Queste le date più significative fino ad arrivare all’anno corrente dove ben 64 case spumantistiche costituiscono parte integrante dell’istituto.
Chiamate gioiosamente anche “Bollicine di Montagna” dato che i vigneti si trovano a un’altitudine compresa tra i 200 e 900 m. s.l.m.. I terreni sono ricchi di calcare e silicio, dotati naturalmente di eccellenti drenaggi e areazioni. Il freddo proveniente dalle Dolomiti, il lago di Garda che funge da termoregolatore e le forti escursioni termiche conferiscono alle uve grande complessità aromatica, freschezza ed eleganza.
L’azienda Letrari è una delle cantine più vecchie del Trento D.O.C., seconda solo a Ferrari. Nel ’61 infatti, Leonello Letrari era consulente della Bossi Fedrigotti, una tra le cantine più blasonate del Trentino. Qui Leonello fu tra i primi enologi a raccogliere la sfida di produrre nel territorio un uvaggio di tipo bordolese e diede vita al Fojaneghe rosso, un vino pluripremiato che fu subito un successo.
Successivamente, sempre più determinato a realizzare un progetto che valorizzasse al meglio il territorio trentino, Leonello coinvolse 4 compagni di studi della scuola enologica di San Michele all’Adige ed insieme diedero vita al progetto Equipe 5, uno spumante metodo classico.
“Subito dopo la guerra l’agricoltura era segnata da un’arretratezza spaventosa, per non parlare dei vigneti dove le pergole erano lunghe mezzo metro ed in mezzo alle viti si coltivavano carote e patate. “ Leonello ed i suoi amici erano sicuramente troppo avanti per quei tempi e come tutti i giovani di belle speranze intenzionati a cambiare il mondo. Nel loro girovagare per il mondo intenzionati a conoscere il mondo enologico fuori dai confini italiani, decisero di puntare tutto sul metodo classico. All’inizio comperavano le uve, la vinificazione la faceva Hoffstätter mentre la spumantizzazione, il remuage e tirage a Mezzolombardo.
In cinque anni i fantastici cinque passarono da qualche migliaio a mezzo milione di bottiglie.
Fu così che Equipe 5 diede al trentino da esportazione un volto nuovo diventando lo status symbol del boom economico territoriale. Quando successivamente l’etichetta passa di mano, Leonello si tira fuori dal progetto ed insieme alla moglie Maria Vittoria, dà vita all’azienda agricola Letrari, la stessa azienda che oggi, grazie agli studi e alle proprie competenze la figlia Lucia, a sua volta enologa, porta avanti con fierezza e soprattutto continuando a riscuotere premi e riconoscimenti ovunque. Oggi Lucia ha ampliato la gamma degli spumanti e produce ben dieci spumanti metodo classico.
“Mi ritengo una donna fortunata perché svolgo un lavoro che amo e vi ringrazio per darmi nuovamente l’occasione di raccontare la mia vita, la mia passione per il vino. Sono cresciuta in cantina respirando appieno mio padre Leonello, assetata di conoscenza. Da lui ho imparato molto compresa la voglia di sperimentare. Questa sera ho scelto di portare in degustazione tre Trento Doc “base” necessari per comprendere il leitmotive della denominazione e tre riserve, perché sono i vini che mi diverto di più a fare”.
Trento D.O.C. Cuvèe Blanche S.A. sboccatura 2022.
Chardonnay in purezza, almeno due anni sui lieviti. Definito da Lucia un vino infradito, estivo, semplice ma non banale, rappresenta in pieno il territorio. Vino molto comunicativo con una beva piacevolissima.
Trento D.O.C. Dosaggio Zero 2019
Chardonnay e Pinot Nero, oltre 24 mesi di sosta sui lieviti. Fino al 2000, in Trentino non si produceva dosaggio zero e i metodi classici della zona avevano sempre un’acidità molto accentuata. Io volevo fare un vino che non richiedesse io Malox ad ogni sorso ma un vino che donasse piacevolezza. Così dopo varie sperimentazioni, tante cuvèe e tiraggi ho trovato il giusto equilibrio ed è nato questo vino. Esperimento riuscito completamente, ne risulta un vino molto luminoso, intenso e complesso.
Trento D.O.C. Brut Rosè 2019
Chardonnay 60% Pinot Nero 40% 36 mesi sui lieviti. Di un bel colore oro antico, al naso arriva una leggera nota affumicata, frutti rossi piccoli e sentori floreali. In bocca il percorso si completa e risulta succoso, quasi ciliegioso, molto fresco e godibile.
Trento D.O.C. Dosaggio Zero Riserva 2016
Chardonnay 60% Pinot Nero 40% 36 mesi sui lieviti oltre 60 mesi. Vino di grande eleganza, note vanigliate, rocciose, ne risulta un vino territoriale con una personalità ben definita.
Trento D.O.C. Brut Riserva 2016
Chardonnay 60% Pinot Nero 40% sosta sui lieviti oltre i 5 anni, solo il 5% dello chardonnay fa legno. Unico vino già presente nel 1987, anno in cui Lucia è entrata in azienda ed in cui ritrova tutta la storia del papà Leonello. Colpiscono immediatamente le note di idrocarburi, sentori agrumati e vanigliati. Vino di una piacevolezza straordinaria che, giornalista enogastronomico, ha definito “pugno di ferro in guanto di velluto”.
Trento D.O.C. Quore Pienne Riserva 2016
Pinot Nero 100% e 48 mesi di sosta sui lieviti. Unico vino proveniente da un solo vigneto e presentato in anteprima, appositamente per la degustazione. Poiché Lucia ha affermato di non essere una fan del Pinot nero, che in Trentino risulta particolarmente spigoloso, ha tentato di addolcirlo. Sperimentando infatti, aveva creato un Pinot Nero in purezza fermentato in barrique che ha aggiunto in una percentuale piccolissima raggiungendo un risultato eccellente.
Ne è risultata una degustazione dinamica, divertente tra appassionati che ha permesso a Lucia Letrari, accompagnata dalla figlia Margherita, futura responsabile del marketing e della comunicazione che studia a Bologna, di farsi conoscere attraverso i suoi vini, con l’umiltà, la professionalità, la simpatia e la passione che da sempre la distinguono.

catiaminghi@carlozucchetti.it

 

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