La tappa al Trimani Wine Bar, costola dell’Enoteca che non ha certo bisogno di presentazioni, vede protagoniste cinque cantine con altrettante espressioni di questo vitigno meno noto rispetto ai più blasonati piemontesi.

Un vitigno antico e pregiato, già riportato nei testi cinquecenteschi, caratterizzato da uva a buccia spessa, più resistente alle malattie della pianta, il che permette di evitare l’uso di trattamenti anticrittogamici, e che dà vini ricchi in polifenoli, con tannini ben evidenti e spiccata acidità, come introduce Domenico Capello, presidente dell’associazione di produttori Più Freisa e proprietario della cantina La Montagnetta.
Vinificata in più tipologie, a partire dagli anni ’50, come spiega il presidente, si ebbe l’idea di produrne una versione frizzante da una leggera rifermentazione degli zuccheri naturali e con un basso residuo zuccherino, ottima da abbinare alle pietanze della cucina del nord dello stivale e più semplice da bere giovane con la dolcezza che maschera i tannini. La freisa frizzante si presenta oggi dal colore rubino intenso, profumata con note floreali e di frutti rossi, fresca ed asciutta, anche grazie alle moderne tecniche di cantina.
Le versioni secco e superiore, godono di nuova attenzione da parte dei consumatori. Il secco sprigiona profumi di rosa, viola, lamponi e ciliegia, con tannini morbidi e grande freschezza mentre un anno di affinamento in legno, regala al superiore un colore tendente al granato, profumi più intensi con note di confettura e spezie che sorprende per la sua potenziale longevità.
Il menu, tipicamente romano, diverte nella libertà di abbinamenti possibili delle etichette in degustazione:
Freisa d’Asti D.O.C. Aris 2018 Crotin
Freisa d’Asti D.O.C. L’altra 2020 La Montagnetta Domenico Capello
Freisa d’Asti Frizzante D.O.C. Elen 2020 Domanda
Freisa d’Asti Superiore D.O.C. Casot 2017 Cà del Prete luca ferrero
Langhe D.O.C. Freisa Costa dei Fre 2018 Azienda Agricola 499









