
Nelle sale dell’Hotel Savoy una parte dei produttori presenti ha incontrato direttamente il pubblico, mentre altre cantine hanno partecipato presentando i vini all’interno dell’enoteca comune.
Tra le aziende partecipanti abbiamo fatto la conoscenza dell’enologo, Biser Atanasov, nonché proprietario dell’azienda agricola Quila a Neive. Interessanti due dei suoi vini prodotti uno con il vitigno Moretto (sinonimo della Lambrusca di Alessandria) e l’altro con Albarossa, ottenuto nel 1938 da Giovanni Dalmasso incrociando nebbiolo e barbera, nel tentativo di fondere in un unica varietà, le peculiarità di due dei vitigni piemontesi.
Dalle colline di Colognola ai Colli, nella Valpolicella, abbiamo avuto modo di degustare i vini della
linea Tèlos, senza solfiti aggiunti, della Tenuta Sant’Antonio della famiglia Castagnedi. “La parola Télos nel greco antico rappresenta la’obiettivo da raggiungere. Non a caso il progetto Télos nasce dalla volontà di Tenuta Sant’Antonio di proporre un vino più salutare e naturale, mantenendo inalterata la qualità. Tutti i vini della linea Télos sono vegani.
L’azienda Montalbino di Montespertoli acquisita negli anni ’90 dalla famiglia Tinacci, oltre ai 5 ettari di vigneto coltivati interamente a guyot, possiede una confortevole e piacevolissima struttura ricettiva corredata di un ristorante agrituristico. Veramente interessanti il Trebbiano Toscano ed il Rosato di Sangiovese ed il Chianti Montespertoli D.O.C.G. Tutti i loro vini fanno solo ed esclusivamente acciaio e sorprendono per la ricchezza dei profumi.
Abbiamo ritrovato con piacere La Bioca. Situata a Fontanafredda di Serralunga d’Alba, l’azienda si trova nel cuore delle Langhe. L’azienda utilizza solo ed esclusivamente uve provenienti dalle proprie vigne situate nei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Barbaresco e Roddino ed ognuna di queste vigne è considerata un cru ed ognuna dà origine ad una singola etichetta.
Non poteva mancare Marisa Cuomo con il Costa d’Amalfi Rosso 2020 a base di Piedirosso (Pèr’e palummo in dialetto) ed Aglianico, e il Costa d’Amalfi Ravello Bianco 2019, Falanghina e Biancolella.
Corte dei Papi presente con il suo Cesanese di Affile, un’azienda che si erge su tre colli tra il comune di Anagni e quello di Paliano: Colle Tonno, Colle Ticchio e Colle Ricchezza, 25 ettari vitati nel cuore della zona di produzione del Cesanese del Piglio D.O.C.G.
Presente anche Antonelli San Marco con il Trebbiano Spoletino Trebium 2020, una varietà storica del territorio che si estende tra i comuni di Montefalco, Trevi e Spoleto, frutto di una selezione massale da vecchie viti maritate con gli aceri. Oltre al Montefalco Rosso 2018 abbiamo potuto degustare anche il Montefalco Sagrantino 2015.
Anche quest’anno, dopo un lungo e forzato periodo di stop, l’Associazione Go Wine è riuscita a focalizzare l’attenzione non soltanto sui vitigni storici, protagonisti assoluti di questo evento, ma soprattutto sui piccoli vignaioli, presenti in maggioranza e che hanno dato voce alla loro passione ed alla propria storia.
Le cantine
Antonelli San Marco Montefalco (PG)
Benotti Rosavica Priocca (CN)
Cantina del Mandrolisai Sorgono (NU)
Cantina Ogliastra, Terra della Longevità Tortoli (NU)
Cantina Sociale di Quistello Quistello (MN)
Cascina Castlèt Costigliole d’Asti (AT)
Consorzio Club del Buttafuoco Storico Canneto Pavese (PV)
Corte dei Papi Anagni (FR)
Marisa Cuomo Furore (SA)
Contini – Cabras (OR)
D’Angelo Rionero in Vulture (PZ)
Domus Hortae Ortanova (Fg)
Mauro Vini Dronero (CN)
Montalbera, Terre del Ruchè Castagnole Monferrato (AT)
Montalbino Montespertoli (FI)
Quila Neive (CN)
Scubla Premariacco (UD)
Stanig Prepotto (UD)
Tenuta Sant’Antonio Colognola ai Colli (VR)
Terre di Serrapetrona Serrapetrona (MC).
Piccole Vigne del Piemonte con le cantine:
Luca Ferraris Castagnole Monferrato (ATt)
Diego Pressenda – Monforte d’Alba (CN).
Viti, Vignaioli in terre di Irpinia con le cantine:
Cantina del Barone Cesinali (AV)
Cantine dell’Angelo Tufo (AV)
Il Cancelliere Montemarano (AV)







