Frolla nasce dall’incontro di Jacopo Corona e Gianluca Di Lorenzo, uno pasticcere, l’altro operatore sociale. Un sogno visionario, promuovere l’inclusione lavorativa di persone con disabilità attraverso la produzione di biscotti di qualità fatti con un processo semplice, che permetta a chiunque di lavorare nei diversi livelli di produzione. Dal 2019 Frolla è una Cooperativa Sociale, ha un laboratorio, due Diversamente Bar a Osimo e Castelfidardo, nelle Marche e sta per partire con un nuovo progetto itinerante, il Frollabus, strettamente legato al progetto comunicativo Frolla in tour.
Jacopo ci racconti come è nata l’idea di Frolla?
È un progetto nato da quello che ci accomunava, il lavoro sociale e la pasticceria. Inizialmente abbiamo creato un laboratorio di pasticceria aperto alla disabilità a 360 gradi, con lo scopo di creare prodotti semplici, di qualità cercando di mettere questa qualità in tutte le fasi e le scelte del lavoro e quindi cercando di fare anche una comunicazione efficace. L’obiettivo era creare occupazione e farci apprezzare prescindendo dal coinvolgimento emotivo che la disabilità suscita, trasformando le difficoltà in valore aggiunto e ponendo l’attenzione soprattutto sulla qualità del prodotto e quello che facciamo.
Il nostro slogan infatti è “Frolla, uno dei cibi più semplici, ma non banali”.
Cerchiamo di lavorare bene facendoci apprezzare per le nostre capacità.
Nei primi mesi abbiamo collaborato con una cooperativa del territorio e poi a gennaio 2019 abbiamo costituito la Cooperativa Sociale Frolla e da lì abbiamo iniziato con il biscottificio ampliando sempre di più la nostra attività. A marzo abbiamo aperto anche il Diversamente Bar a Osimo per dare la possibilità ai ragazzi di fare un’esperienza più ampia ma anche per dare una maggiore risposta al territorio che da sempre ci ha accolti e alle persone che ci hanno sostenuto con curiosità e collaborazione, non solo sui social ma anche nella nostra campagna di crowfunding che ci ha permesso di finanziarci. Per questo Frolla lo consideriamo un progetto collettivo, ci sentiamo parte di una grande famiglia.
Il Bar è stato pensato anche per permettere a tutte le persone di vedere il nostro lavoro e poter ampliare la gamma dei prodotti, come ad esempio la produzione delle brioches. L’idea è quella di produrre tutto noi, anche per poter diversificare le mansioni.
Poco dopo il vostro avvio è arrivato il Covid e la pandemia...
è stato un periodo che ci ha segnato profondamente come tutti, ma abbiamo deciso di non fermarci, stravolgendo tutto. Abbiamo investito su una pagina e- commerce, oltre all’utilizzo delle nostre pagine social che sono state sempre attive. Questo ci ha permesso anche di iniziare ad uscire dal nostro territorio dove tutti ci conoscono, facendoci apprezzare da molte altre persone. È stato un punto di contatto tra poter lavorare e portare un po’ di conforto e leggerezza a chi stava a casa. Abbiamo fatto buoni numeri, anche senza la nostra rete di partner attiva e per questo abbiamo deciso di fare un secondo investimento, un secondo bar completamente all’aperto, all’interno del Parco delle
Rimembranze a Castelfidardo. È una casetta di legno che sarà aperta nel periodo estivo, un’esperienza nuova che ci ha portato a stravolgere un po’ la nostra routine. Ci piaceva il concetto di andare oltre le difficoltà, un po’ quello che facciamo tutti i giorni. Abbiamo scelto di affrontare le difficoltà del periodo e di trovare un valore aggiunto.
Nonostante tutto un 2020 buono, e un 2021 in crescita…
Si, in questi giorni stiamo chiudendo una seconda campagna di crowfunding raggiungendo quasi l’obiettivo, siamo al 60%. Entro l’estate porteremo noi e i nostri prodotti fuori dalla nostra confort zone, ossia in nuove piazze e città della nostra Regione attraverso un terzo bar, questa volta su quattro ruote, un food truck a tutti gli effetti Frolla Bus e appena sarà possibile con Frolla in Tour proveremo anche in altre città fuori Regione.
Ma come arrivano i ragazzi da voi?
Abbiamo una convenzione con l’Istituto Alberghiero di Loreto per svolgere l’alternanza scuola – lavoro che permette a loro di fare un’esperienza concreta e a noi di conoscerli e capire se questo può essere il luogo giusto per loro. Dopo il diploma i ragazzi che si trovano bene restano con noi ed entrano nel mondo del lavoro. Questo modo funziona molto bene perché dà ai ragazzi la possibilità di capire fin da subito il fine del percorso scolastico e quindi sono motivati durante la scuola e poi dopo nel lavoro.
Un altro modo sono gli inserimenti lavorativi attraverso i servizi sociali dei comuni.
Al momento collaboriamo con sette comuni, loro ci presentano i ragazzi e dopo un periodo di conoscenza capiamo insieme se sono interessati ad apprendere questo mestiere e quindi iniziare con un contratto di lavoro.
Al momento abbiamo 18 persone con disabilità occupate.
Jacopo, avete costituito una cooperativa che promuove inclusione sociale e lavorativa, coinvolgendo e per alcuni aspetti cambiando il territorio, producete prodotti di qualità, i vostri progetti sono per lo più autofinanziati, i genitori dei ragazzi nel tempo hanno costituito un’associazione di famigliari, su di voi è stato scritto un libro Frolla. Biografia di un sogno, avete una squadra di calcio e molto altro. Tutto questo è bellissimo, ma ci saranno anche delle difficoltà come in tutti i lavori, forse anche di più, sarebbe interessante sapere il vostro punto di vista rispetto alle difficoltà…
Le difficoltà sono all’ordine del giorno, stamattina per esempio un disastro! È il modo con cui si affrontano che fa la differenza. Noi
facciamo impresa, sembra strano dire impresa perché nel mondo del sociale suona strano questo concetto. Io invece ci credo fortemente, anzi una parte sociale dovrebbe essere in ogni impresa, in tutti i settori. Io sono un imprenditore e utilizzo questo approccio; sia nei confronti di chi collabora indirettamente con noi, tipo i nostri fornitori o i clienti, senza usare la disabilità come fosse una “vetrina”, sia per i ragazzi che lavorano che devono avere un’opportunità. Lavoriamo attraverso rapporti di fiducia cercando di essere noi i primi a dare l’esempio attraverso la qualità e la correttezza. Questa è la nostra scelta di lavorare. Siamo fortunati perché ci piace quello che facciamo e al centro delle nostre cose
c’è la persona. Poi ovviamente facendo impresa è importante che tutto sia in equilibrio per poter stare in piedi anche economicamente, altrimenti non avrebbe senso.
Rispetto a questo ci aggiorniamo continuamente e ci affidiamo per alcune cose a persone più esperte di noi, proprio perché pensiamo che ognuno sia portatore di competenze e nessuno è più o meno degli altri. Infine bisogna considerare che il nostro ambiente è selettivo, bisogna saper stravolgere i piani e riadattarsi continuamente.
Osimo
Via XVII Luglio 16, 60027 Osimo
Castelfidardo
Parco delle Rimembranze, 60022 Castelfidardo
+39 349 3308058
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