Palazzona di Maggio apre le porte all’inclusione lavorativa

“Mettiamoci alla prova” un gruppo di ragazzi con disabilità intellettive svolgerà un percorso lavorativo tra i loro filari ad Ozzano dell’Emilia.
Progetto senza titolo

Siamo in un territorio di grande importanza storica e naturalistica, nelle colline di San Pietro ad Ozzano dell’Emilia. Palazzona di Maggio, azienda vitivinicola caratterizzata dalla villa settecentesca da cui prende il nome, ha una storia che viene da lontano. Nata negli anni 60 è sempre appartenuta alla famiglia, anche se per molto tempo non è stata gestita direttamente, fino a quando Alberto, la moglie Antonella e i loro due figli Filippo e Federico non decidono di riprendere in mano i vigneti e iniziare a produrre vini con l’intento di raccontare e tutelare il loro territorio ripartendo proprio dalle stesse varietà di uve coltivate dal nonno.
Antonella Breschi Perdisa, mentre parliamo, racconta con grande soddisfazione quanto sia importante per loro, in particolare per il figlio Filippo, portare avanti questo lavoro in modo etico, rispettando non solo la vigna ma tutto il ciclo di produzione.
“Facciamo vino biologico. La nostra attenzione all’innovazione e allo stesso tempo il forte legame con la terra e con le tradizioni, sono la nostra identità”
Da pochi giorni sono partiti con una nuova esperienza, hanno aperto la loro tenuta a un progetto che ospita cinque ragazzi con disabilità intellettiva per un’esperienza di lavoro inclusivo. Il progetto si chiama Mettiamoci alla prova, è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e curato dall’associazione Genitori Ragazzi Down; oltre che presso Palazzona di Maggio si svolge anche presso la Cooperativa Sociale Eta Beta di Bologna.
Antonella mi racconta dell’attività con i ragazzi:
“Vanno in vigna e mentre imparano, si sperimentano. Hanno iniziato dall’allevamento e la cura delle piante, per poi passare alla potatura e alla legatura delle viti, alla manutenzione del verde fino alla cantina dove proveranno i travasi, il confezionamento e qualche piccola esperienza di vendita.”
Questa la forza dell’agricoltura, la varietà delle attività che sono inclusive per natura.
“Per noi è la prima volta che facciamo un’esperienza di questo tipo, la cosa bella è che se noi siamo un’opportunità per loro che possono sperimentarsi oltre che imparare delle cose nuove, conoscere un ambiente diverso e probabilmente iniziare a pensare ad un’autonomia futura; per noi è altrettanto formativo, ci fanno riflettere su diversi modi di guardare le cose e affrontare i problemi in un ambiente a noi familiare, dove siamo abituati a vivere la nostra quotidianità. Questo confronto è arricchente.”
L’obiettivo di questo progetto è di accompagnare, per i prossimi due mesi, una volta alla settimana, questi ragazzi in un percorso di formazione, per dare loro la possibilità di fare un’esperienza concreta nel mondo del lavoro. Non solo il valore dell’Agricoltura Sociale, quello che fa la differenza in questo caso è anche la collaborazione con la Rete Territoriale, un binomio che ha il valore aggiunto di generare buone pratiche affinché l’inclusione non sia solo un costrutto teorico ma un modus operandi che generi un circolo virtuoso, bidirezionale.

www.palazzonadimaggio.it
39 335 397030

www.genitori-ragazzi-down.it
392 4730132
antonella.misuraca@gmail.com

www.etabeta.coop
051.63.40.474
info@etabeta.coop

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