In questo tragico anno, che ha colpito duramente con la pandemia tutti i settori, l’export del vino italiano riesce a resistere e a tenersi su valori buoni, considerando il mercato in generale calo. Chiude l’anno 2020 a quota 6,29 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 2,2% rispetto al 2019, ma un + 0,8% rispetto al 2018. Confrontando questi risultati con i nostri storici competitor del comparto vinicolo, possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto: Spagna e Francia riscontrano un calo rispettivamente del 3,2% e del 10,8% rispetto all’anno precedente. Altro dato che va tenuto in considerazione è quello dei volumi di esportazione, che a fine 2020 segna un -2,2%, ma che ci consegna il primato nella categoria a livello mondiale con 20,8 milioni di ettolitri esportati. Numeri che ci mostrano quindi i colpi ricevuti a causa della pandemia di Covid-19, ma che possono essere letti in una chiave incoraggiante, visti gli esiti migliori rispetto a quanto si era pronosticato e rispetto ai principali concorrenti. Nonostante la generale contrazione delle esportazioni italiane (-9,7%), il segmento del vino si è dimostrato solido sia nei volumi di vendita, che in prezzi e valore di mercato. Un risultato decisamente sorprendente, soprattutto se si tiene in considerazione il tragico -12,6% che il comparto aveva incassato nel secondo semestre del 2020.
Analizzando i vari mercati, quello asiatico ha accusato le maggiori perdite (-12.6%), seguito da quello americano (-4,3%). Le vendite verso i paesi europei invece, che da sole rappresentano il 62% dell’intera esportazione, riescono a reggere le difficoltà della pandemia mantenendosi stabili, con un lieve incremento dello 0,2%. Tra le principali mete di arrivo dei nostri vini, la Germania si conferma la più florida tra quelle europee, con un aumento del 3,9% delle vendite verso questo paese, per un introito complessivo di 1,074 miliardi di euro. Questo risultato è sicuramente dovuto alla solidità delle vendite nel comparto della GDO tedesco, che ha ottenuto ottimi rendimenti anche durante la pandemia. A seguire, rimanendo in Europa, il Regno Unito ha subito un deciso calo (-6,4%) mentre la Svizzera rimane in linea ai risultati dell’anno precedente (+0,3%). Il mercato statunitense rimane quello più remunerativo in termini di valore, con un giro d’affari di oltre 1,45 miliardi di euro, pur riscontrando una diminuzione del 5,6% in confronto al 2019.
Tra le regioni italiane che hanno il primato per vendite all’estero, Piemonte, Trentino-Alto Adige ed Emilia Romagna attestano un miglioramento del mercato (rispettivamente chiudendo con +2,6%, +4,3% e +3,4%), in calo invece Veneto (-3,3%) e Toscana (-3,2%). La regione italiana che ha subito le maggiori difficoltà durante l’anno 2020 è la Lombardia (-11,7%).
I dati sono stati ottenuti tramite l’elaborazione dell’osservatorio Qualivita su dati Istat e tramite le rilevazioni di Ismea e Uiv (Unione Italiana Vini) sui medesimi.






