The Garage Bistrot Cerveteri: il coraggio della ripartenza

La nostra collaboratrice Catia Minghi di www.momentidivini.it ha intervistato Giuliano Rossi, che assieme a Mapi Fiaccadori è il proprietario del nuovo locale inaugurato a Cerveteri
Garage_Bistrot_Copertina

In questo momento così difficile, in cui l’incertezza e la precarietà incalzano, essendo ancora impossibile prevedere il momento della ripartenza, e molti sono gli imprenditori costretti ad arrendersi alla chiusura, aprire ed avviare una nuova attività nel campo della ristorazione richiede una buona dose di coraggio ma, al tempo stesso, infonde fiducia nel domani. Giuliano Rossi e Mapi Fiaccadori, già proprietari de La Fiaschetta, nel centro storico di Roma, si sono tuffati in questa nuova avventura a Cerenova, la finestra sul mare di Cerveteri, aprendo The Garage Bistrot.
Attualmente il locale è aperto nel fine settimana a pranzo e noi abbiamo incontrato Giuliano Rossi per una breve intervista.

Come mai hai deciso di aprire The garage Bistrot, in un momento difficilissimo per la ristorazione, quando molti ristoratori, causa le chiusure e le restrizioni imposte, sono ancora incerti se chiudere definitivamente?
La decisione nasce da nuovi stimoli nell’ottica di diversificare l’attività di ristoratore ed aprire nuove prospettive e vie di fuga. A Cerenova sono cresciuto, conservo bellissimi ricordi, ho moltissimi amici e soprattutto conosco il territorio. Sono convinto che questa zona abbia tantissime potenzialità inespresse. Ci sono molte aziende agricole, vitivinicole, carni, pesci, ortaggi e verdure di qualità ma quello che manca è una buona comunicazione ed un’ottimizzazione dei prodotti del territorio. Credo fermamente che ci sia terreno fertile per fare vera formazione nel campo enogastronomico. Mi piacerebbe che il Bistrot diventasse un punto di riferimento nella zona per la promozione e valorizzazione dei prodotti territoriali. L’obiettivo è proporre il giusto abbinamento senza millantare, come già facciamo da anni nel locale adiacente a Campo di Fiori.
Quindi a breve, proporrai corsi di formazione sul vino e sull’olio qui al Bistrot?
Si certo, stiamo perfezionando alcune collaborazioni per avviare la formazione professionale, rivolta anche agli altri ristoratori ed ai produttori stessi. Qualcuno potrebbe trovare questo progetto presuntuoso, ma credo veramente alle potenzialità di questo territorio e vorrei che il confronto ed il dialogo, fossero desideri comuni anche ai produttori, “evolversi e migliorare per eliminare i difetti ed aumentare gli standard qualitativi”.
Quando hai inaugurato il locale?
Il primo di agosto. Pur essendo aperti pranzo e cena nel fine settimana e nei giorni feriali solo la sera, è stata una bella stagione, considerato anche che non abbiamo, volutamente, fatto alcuna pubblicità. Il passaparola dei clienti, ci ha permesso di lavorare molto bene fino a metà settembre.
A causa delle recenti restrizioni e chiusure anticipate, come avete fronteggiato la situazione? Vi siete dedicati al food delivery?
Abbiamo deciso di rallentare ed aprire solo il sabato e la domenica a pranzo. Nel resto della settimana ci dedichiamo alle migliorie del locale, alle nuove produzioni e sperimentazioni della cucina per prepararci alla grande, in vista della prospettata riapertura a marzo 2021. Relativamente al food delivery abbiamo scelto di non farlo mentre è sempre possibile l’asporto, che ha funzionato molto bene soprattutto durante l’estate, quando non era in vigore il coprifuoco alle 22,00.
Qual è la filosofia di cucina del The garage bistrot? C’è un piatto del locale?
Il leit motiv del locale è “pochi piatti ma fatti bene!”. Il menu varia ogni settimana, in carta i piatti più conosciuti della cucina tipica romana, abbinata ai prodotti locali e stagionali. In questo periodo, utilizziamo i carciofi locali nella cacio e pepe e nella gricia, i tartufi bianchi e uncinati, in abbinamento alle tartare di carne o di pesce, gli oli tutti rigorosamente E.V.O., anche nell’impasto della pizza che ci da molte soddisfazioni.
All’interno del locale anche uno spazio enoteca molto bello e fornito. In allestimento anche un angolo dedicato agli oli ed ai prodotti del territorio?
Come ho già detto, mi auguro che il locale diventi un punto di riferimento per la valorizzazione dei prodotti del territorio e come Sommelier dell’olio, oltre che del vino, mi fa piacere promuovere anche la cultura dell’olio, che in zona, nonostante tutti lo producano, manca.
Relativamente alla carta dei vini, abbiamo etichette a copertura dell’intero territorio nazionale ed anche molto champagne, in quanto l’intento è quello di abbinare le “bollicine” italiane e francesi, alla pizza, altro fiore all’occhiello di questo locale.

A questo punto non ci resta che augurare a Giuliano e Mapi di continuare a tenere la rotta e navigare e gonfie vele.

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