Anteprima Vino Nobile 2014: riprendiamo le note di degustazione

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Dopo le fatiche del Vinitaly. Riprendiamo gli appunti delle Anteprime Toscane.

Domenica 16 febbraio l’abbiamo passata a Montepulciano. Nella splendida cornice della Fortezza abbiamo, insieme alla Contessa, degustato i Vino Nobile delle 41 cantine presenti su 78 associate al Consorzio. Per le caratteristiche dell’annata rimandiamo ai dati del Consorzio.

È bene ricordare brevemente alcune cifre.  Il valore patrimoniale delle aziende agricole che producono Vino Nobile ammonta a oltre 200 milioni di euro, a circa 150 milioni   il valore patrimoniale dei vigneti (in media un ettaro vitato costa sui 150 mila euro), di 65 milioni di euro è il valore medio annuo della produzione vitivinicola.Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, 2.200 ettari sono vitati (circa il 16%)

Più di  250 viticoltori coltivano questi vignetti (90 gli imbottigliatori dei quali 78 associati al Consorzio dei produttori) che nel 2013 hanno prodotto 56.000 hl  di Vino Nobile e circa 17.000 di Rosso di Montepulciano. Oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2013 sono state immesse nel mercato circa 7,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e circa 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano

Tornando all’Anteprima. Organizzazione molto buona, da segnalare il libretto di degustazione ben fatto! Produttori disponibili e cortesi, le sale troppo piccole per l’importanza dell’evento. Si stima che più di mille persone siano passate quel giorno alla Fortezza .

I vini che dire… come ogni anno avvertiamo una confusione, un disorientamento a definire che cosa sia oggi il Vino Nobile. La possibilità di utilizzare il 30% di altri vitigni, oltre il Sangiovese, connota, modifica e rende difficile trovare un trait d’union, un filo rosso.

In molte versioni i vitigni “migliorativi” marcano incredibilmente il Vino Nobile.

Una specie di labirintite ci assale passando da un tavolo all’altro.

Qui Cabernet Sauvignon, là  Merlot, di fronte Shiraz e compagnia cantando.

I più “territorialisti” mantengono la tradizione con Colorino, Mammolo, Ciliegiolo e Canaiolo.

I più audaci dichiarano Sangiovese in purezza. Di certo il fatto che il 74% (dati del Consorzio) delle bottiglie siano destinate all’export ci aiuta a capire questo bailamme. Tuttavia non ci convince. Lungi da noi pensare a filippiche integraliste. Tante volte sorridiamo alla moda del Terroir. Al fatto che siano i “cittadini” a definire la campagna e il suo paesaggio. Però ci sarà pure un modo per definire in maniera più netta una linea identificativa  che possa chiarire cosa aspettarci nel calice  quando acquistiamo un Vino Nobile!

I nostri assaggi sono stati comunque interessanti.

La cantine che ci sono piaciute di più sono state: Bindella, Boscarelli, Contucci, Dei, Montemercurio, Poliziano, Salcheto, Tre Rose in rigoroso ordine alfabetico.

Da segnalare il ritorno di Avignonesi con un nuovo stile e una strada appena iniziata. La difficoltà per loro sarà (è) l’aspettativa di un Vino all’altezza di chi li ha preceduti e ha fatto grande – non da soli ovviamente – Il Nobile.

Una ennesima menzione speciale alla Vecchia Cantina di Montepulciano che oggi più che mai dimostra che si possono fare vini di qualità anche in una Cantina sociale.

 

 

 

 

 

 

 

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