Salone del Gusto di Torino: seconda parte. La Tuscia all’Opera

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In una Torino fredda e piovosa, domenica 28 ottobre, strani personaggi si muovevano nei dintorni del Salone del Gusto. C’era chi portava un proiettore con l’ ingombrante asta per il telo da proiezione, chi una voluminosa borsa, qualcuno teneva in mano scatoloni, altri computer, altri ancora custodie di strumenti musicali.

Cosa si nascondeva dunque dietro tutto questo traffico?

Gli oscuri personaggi avanzavano con passo nervoso ma impacciato e trattenuto dalla folla del Salone del Gusto, finché non arrivarono allo spazio Regione Lazio – Unioncamere Lazio – Provincia di Roma -Camera di Commercio di Roma – Camera di Commercio di Viterbo dove depositarono tutto il materiale. Ognuno occupò una postazione, chi dietro il computer, chi a sistemare  shoppers, qualcun altro a leggere. Tutto lasciava credere che fossero gesti quotidiani, niente faceva presagire ciò che sarebbe successo.

Ma poco lontano, con fare misterioso  Carlo Zucchetti, mente strategica dell’operazione, assegnava i ruoli, impartiva ordini, pianificava i minimi dettagli:  “la cosa” era stata studiata nei particolari e  doveva riuscire al meglio.

Alle 16.00 come stabilito si trovarono tutti nel punto esatto in cui avrebbero dovuto essere.  Tutti erano coinvolti, c’era anche la professoressa Diana De Santis, dell’Università della Tuscia che non si tirò indietro e si sporcò le mani come gli altri. Annamaria Olivieri insieme a Patrizio Mastrocola avevano trovato il posto dove fare il lavoro.

Avevano chiamato il piano con il nome in codice: “Sinfonia del Gusto”, l’obiettivo era  rubare l’attenzione della folla di visitatori del Salone di Torino.

I ragazzi erano stati attentamente selezionati e  formati, per questo e molto altro, durante i corsi del progetto Tuscia all’Opera: quattordici strumentisti per orchestra e sei giovani specializzandi sulla promozione e conoscenza della cultura enogastronomica della Tuscia.

A Torino  si diedero un gran da fare sia il gruppo del corso per musicisti del maestro Stefano Vignati di cui facevano parte Clara Deheza, Daniele Quercia, Francisco Deheza, Caterina Laura e Daniele Molino, sia il gruppo del corso di specializzazione in promozione del turismo enogastronomico della Tuscia formato da  Lucia Corsi, Danila Mele, Flavia Onofri e Desirèe Scivola. Il piano si potè mettere in atto  grazie all’appoggio dell’Assessore alle Politiche della Gioventù della Provincia di Viterbo Paolo Bianchini e del sindaco di Castiglione in Teverina Mirco Luzi e alla complicità dei produttori delle aziende Trebotti (vino), Stefanoni (salumi), Coccia Sesto (salumi), Monte Jugo (formaggi), Valentini (pasta), Il Molino (olio), Evolio (olio), Colli Etruschi (olio), Santori (cioccolateria), Tredici Gradi (ristorante),  Pacchiarotti (vino), Battaglini (olio), Oleificio Sociale di Tuscania (olio)

Ore 18.30 il percorso sensoriale ha inizio, musiche e aromi si amalgamano e affascinano, le note si impongono e sopraffanno il brusio della manifestazione, le melodie rapiscono i sensi e li portano nell’impalpabile, il palato, deliziato,  si lascia avvolgere dai meravigliosi sapori mentre si tessono le storie di quei gusti e di un territorio dal carattere unico: la Tuscia.

Ore 19.00 l’operazione è riuscita con successo: la collaborazione di tutti è stata essenziale per riuscire a rubare gli sguardi e l’interesse della folla del Salone Internazionale del Gusto di Torino.

 

 

 

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