La Zuppa e l’Insalata della Tota i piatti vinti alle carte

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A Macario e la sua combriccola non piaceva “giocare a soldi” ma le carte erano il loro unico passatempo. Andava da Toto, insieme ad Alvaro e Peppe con in tasca fave, qualche fagiolo e cece secco. Erano il quartetto del pokerino. In quelle due sere a settimana, sul tavolo di legno scuro davanti al focolare, piĂą che “puntate” sembrava si scegliessero gli ingredienti per la zuppa. Quella sera la Tota, la moglie silenziosa del padrone di casa, girava particolarmente interessata intorno al piatto dell’ultima puntata. Quanto gli facevano gola quella manciata di olive nere secche portate da Peppe! Magari Toto avesse vinto! GiĂ  le pregustava in insalata con l’arancia, sale e pepe e tanto olio Extra Vergine d’Oliva, di quello piccantino, che quest’anno gli avevano donato quelle quattro piante di Canino!

La partita s’era fatta lunga e difficile: Macario rilanciava di fave. “Santa Vergine quanto è fortunato quello!” Pensava la Tota, che con la scusa di sistemare il fuoco non perdeva d’occhio i quattro. Le carte non le guardava, tanto lei mica sapeva giocare, però il marito lo conosceva bene! Sapeva che quando il ginocchio tremava, la mano poteva essere quella buona, tant’è che quando sposto’ al centro del tavolo un mucchietto di lenticchie, capi’ che le olive di Peppe ormai si sarebbero accasate.

Mentre i giocatori si complimentavano col padrone di casa e si godevano “un bicchierino” alla buona sorte e alla rivincita, la Tota sempre silenziosa, preparava le bacinelle per mettere i legumi secchi a bagno. La donna aveva un piano. Fare una bella zuppa e dopo, per rifinire il pasto dell’indomani, quella bella insalata d’arance e olive tanto sognata.

Spuntava nella mente gli ingredienti:

Foto2Lenticchie di Onano, una manciata(100 gr),

Ceci del solco dritto di Valentano,uguale (100 gr)

Fave secche, uguale (100 gr)

Cicerchie, uguale (100 gr)

Fagioli secchi, una manciatella (50 gr)

Fagioli del Purgaorio, uguale(50 g)

Da preparare: 1 litro di Brodo vegetale con

1 costa di Sedano (da lasciare un pezzetto per il soffritto dei legumi)

1 Carota(anch’essa da lasciare un pezzetto per il soffritto dei legumi)

Mezza Cipolla

2 patate piccole

Nel soffritto per i legumi:

1 spicchio d’aglio

2 foglie d’alloro

Un pezzetto di sedano e carota e la restante metĂ  della cipolla

Una punta di peperoncino

Olio E.V.O.

Sale fino

Pepe nero

… e le olive nere secche per l’insalata

Foto4La dispensa era fornita di tutto. Mancavano giusto, giusto un paio di arance per le olive condite. Poco male, se le sarebbe procurate presto la mattina perchĂ© dovevano essere subito tagliate e condite per legarsi al meglio in quell’agrodolce con le olive nere. La Tota si era addormentata per sognare zuppe e insalate fatte anche da picche e quadri.

Ancora con qualche punto rosso di brace e i bicchieri vuoti nell’acquaio si era messa di buonora a preparare il brodo. La metĂ  di una cipolla, di una costa di sedano e di una carota. Due piccole patate e un filo d’olio E.V.O. Quando il profumo “pizzicava” aggiungenva l’acqua e il sale.

Intanto nella notte i legumi secchi ammollati (tutti tranne le lenticchie che non ne hanno bisogno) erano pronti per essere scolati e sciacquati. Messi un paio di bei legni nel camino. Sistemate le stoviglie della sera prima usciva a strappate all’albero nell’orto le foglie all’alloro. Svegliato Toto col caffè d’orzo pane e marmellata e il compito di andarsi a procurare 4 belle arance da condire. Il brodo a viaggiare e i legumi pronti per essere messi ad insaporire con un soffrittino di cipolla, aglio, pezzettini di sedano e carota tagliati fini e senza esagerare la punta priva di semi del peperoncino con 2 foglie di alloro. Attenta alla cottura aggiumgeva prima i ceci, le cicerchie e le fave piĂą tostarelle e il resto a mano a mano.

Foto3Quando in cucina i vapori si univano in un profumo d’acquolina prendeva il brodo e lo aggiungeva a poco a poco regolando di sale e di pepe. Aggiustato anche un bel coperchio sulla pentola, aspettava il marito per condire le arance con le olive.

Toto che nel frattempo era andato dal pizzicagnolo col giornale sotto al braccio, tornava con le arance e il finocchio. Rientrato a casa vincitore chiedeva: “Tota che me volevi fa’ l’insalara d’arance e olive nere senza l’finocchio?” Lei gli rispondeva: “stai sempre a pensa’ de magna’! te lo sarai pure sognato stanotte! Io lo so come sei fatto!” Toto era proprio fatto apposta per lei.

 

 

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