Dopo Firenze, anche a Roma il Mercato Centrale è diventato realtà

mercato_centrale_roma

Ha aperto a Roma in Via Giolitti 36, all’ingresso delle ferrovie laziali della Stazione Termini, il Mercato Centrale. Si trova nella Cappa Mazzoniana, l’opera in marmo portoghese realizzata negli anni Trenta dall’architetto Angiolo Mazzoni. Dopo Firenze, città in cui ha totalizzato un notevole numero di visitatori (2 milioni nel 2015, 3 milioni nel 2016), anche nella capitale sono arrivate le botteghe della qualità: il pane di Gabriele Bonci, il pesce dell’Antica Pescheria Galluzzi, la carne della Bottega Liberati, il trapizzino di Stefano Callegari, i fritti street food di Pastella, dalle montanare ai supplì con miele e guanciale, fino al gusto ricotta, cioccolato e pere candita di Cremilla, i piatti della tradizione romana e non solo con lo chef Oliver Glowig e il campano Salvatore De Gennaro del ristorante La tavola, il vino e la dispensa, le specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il tartufo marchio Savini, l’hamburger de La Toraia, i carciofi e i funghi di Conti e La Rocca. Il Mercato Centrale vuole mettere in luce la sapienza artigiana di chi ogni giorno sforna pane, prepara carciofi fritti e cicoria ripassata, seleziona carni e pesce per piatti tipici e di stagione. A ideare questo intreccio di eccellenze enogastronomiche e culinarie è Umberto Montano, imprenditore che nel capoluogo toscano ha portato al successo il Mercato e vanta quaranta anni di attività nella ristorazione.

“Da oggi 285 nuovi posti di lavoro – annuncia Montano – La formula è semplice: un solo proprietario, un’unica società che seleziona ‘senza oneri di democrazia’ gli artigiani e affida loro una bottega che produce e vende anche take-away ma soprattutto invita a mangiare in questo spazio dove i visitatori trovano wi-fi e tavoli comuni con 500 posti a sedere no-limits, senza pressioni di orari. Anche a Firenze si partiva da una zona centrale con problemi di degrado, e si è arrivati a creare animati ‘caffè della scienza’ tra i banchi e incontri sull’arte contemporanea”. Ora la sfida romana, certamente ardua ma che inizia bene. C’è anche la volontà di valorizzare il patrimonio di cinema e teatro della capitale.

Intanto è tornata a nuova vita la monumentale Cappa Mazzoniana che dominava una delle più belle vecchie mense ferrovieri d’Italia. L’ex dopolavoro ora propone, sotto spettacolari arcate realizzate dall’architetto Angiolo Mazzoni negli anni Trenta, 15 botteghe a vista protagoniste di una ideale piazza, mentre la dispensa, il vino e il ristorante guidato dallo chef Oliver Glowig, un tedesco che punta a valorizzare la cucina romanesca, sono al primo piano.

Attenzione: c’è una netta differenza tra Mercato Centrale ed Eataly. “Oscar Farinetti è bravissimo – ha detto Montano – ma lui vende cibi selezionati sugli scaffali mentre io seleziono artigiani che qui fanno impresa, rete, relazioni. Un luogo di intrecci e di interessi condivisi col sogno di far bene a Roma, restituendo gusto e bellezza a una città a cui dobbiamo tanto“.

Ti piace questo articolo?

Condividilo su Facebook
Condividilo su Twitter
Condividilo su Linkdin
Condividilo su Whatsapp


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Ultimi articoli


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Iscriviti alla Newsletter di Carlo Zucchetti