Negli scorsi giorni a Torino, in occasione dell’evento Terra Madre Salone del Gusto e nell’ambito della campagna Land Rights Now, è stato presentato il nuovo rapporto di Oxfam dal titolo Custodi della terra, difensori del nostro futuro, realizzato in collaborazione con la Land Matrix Initiative. Dal rapporto emerge che milioni di piccoli agricoltori sono costretti con la forza a lasciare la propria casa e un’estensione di terra pari alla Germania è stata messa in vendita nel totale disprezzo dei loro diritti.
Secondo quanto riporta l’Ansa, il 75% delle oltre 1500 transazioni fondiarie, indagate negli ultimi 16 anni, riguarda contratti relativi a progetti già in fase di realizzazione. Il dato più preoccupante è che il 59% di queste riguarda terre comuni rivendicate da popoli indigeni e comunità di piccoli agricoltori, la cui titolarità alla terra è scarsamente riconosciuta dai governi. Solo in rari casi si è stabilito un dialogo preventivo con le comunità, mentre più spesso, e tragicamente, si è fatto ricorso alla violenza estrema che ha portato a omicidi e sfratti indiscriminati in moltissimi villaggi.
“Stiamo entrando in una fase nuova della corsa globale alla terra, più pericolosa. La frenetica compravendita di milioni di ettari di foreste, coste e terreni coltivati, in molti paesi poveri, porta a omicidi e sfratti delle popolazioni indigene. Un vero e proprio etnocidio“, ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. Oxfam, attraverso la campagna Land Rights Now, lancia un appello ai governi dei diversi paesi coinvolti, affinché la quantità di terra formalmente posseduta dalle comunità indigene raddoppi entro il 2020.




