L’Italia è finita sul banco degli imputati per il mancato recupero del prelievo supplementare delle quote latte dai produttori. La Corte di Giustizia Europea ha infatti annunciato l’avvio della causa contro l’Italia e, nell’ambito delle procedure di infrazione dell’Ue, il deferimento alla Corte di giustizia “costituisce la terza e ultima fase della procedura sul dossier quote latte”, una situazione che si presenta “iniqua anche nei confronti dei contribuenti italiani“, avvertono i magistrati.
“La Commissione – spiega la Corte all’Adnkronos – ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora su questo caso nel giugno 2013 e un parere motivato nel luglio 2014. Dato che l’Italia non ha mostrato alcun progresso significativo nel recupero, il caso è ora deferito alla Corte di giustizia. Se la Corte accerterà l’inadempimento dell’Italia, quest’ultima si dovrà uniformare alla sentenza della Corte, esponendosi, in caso di inottemperanza, al rischio di una condanna al pagamento di penali“.
“La storia delle quote latte sta assumendo oggettivamente delle proporzioni assurde – commenta il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – La causa della Commissione Ue iniziata contro l’Italia per il mancato ‘prelievo supplementare’ dai produttori lattiero-caseari italiani che non hanno rispettato i limiti sanciti dalle quote latte (restano da recuperare 1,343 miliardi di euro) evidenzia infatti l’incapacità del governo e del ministero dell’agroalimentare di riportare la morale e il valore delle regole all’interno del settore primario“.
“E’ infatti inaccettabile – conclude Tiso – sentire che nonostante i tanti richiami fatti dalle istituzioni europee ‘le autorità italiane non hanno ancora proceduto ad adottare le misure necessarie’. C’è infatti un aspetto che va ricordato e cioè che il peso della mancata riscossione delle multe per le quote latte ricade direttamente sulle tasse a carico dei cittadini italiani”.




