Nuovi pomodori per competere. Il Torpedino emerge nel Lazio

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Secondo il Rapporto Ortofrutta 2016 di Nomisma per Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio), l’Italia è il principale esportatore mondiale di “pummarola”, cioè la conserva di pomodoro, con 1,8 milioni di tonnellate nel 2014. Il primato produttivo, però, è appannaggio della Cina, massimo produttore mondiale di pomodoro, melanzana, cavoli, broccoli, lattuga, cicoria, aglio. Per distinguersi sui mercati internazionali, l’Italia cerca nuove varietà e un gusto in linea con i valori della dieta mediterranea: tra le novità dell’estate, cresce l’offerta di mini pomodori di diversi colori: giallo, verde e addirittura marrone-nero, come il Cumano.

Nel Lazio, grazie ad alcuni coltivatori di Fondi (Latina), si sta diffondendo il Torpedino, gustoso mini San Marzano, “fratello” del più conosciuto Datterino. Si tratta di una varietà di piccola taglia, in media 25 grammi ad esemplare, contraddistinto da decise note aromatiche di elevata persistenza e un equilibrato rapporto fra dolcezza e acidità, come attestano le analisi sensoriali di Agro Camera, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Il verde si presta a un consumo fresco, mentre il rosso dà il meglio nella trasformazioni in sughi che rievocano il sapore di una volta.

Il Lazio – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausmann – ha una grande tradizione culinaria in rosso ma finora non aveva un suo pomodoro territorio. Il Torpedino nel suo piccolo è perfetto e sta dimostrando tante attitudini: gusto molto dolce, essendo robusto può viaggiare ed essere manipolato, monoporzione. Da qui l’impegno a farne un progetto di filiera nel Psr (Programma di sviluppo rurale) che investirà sia la ricerca che la logistica distributiva con una piattaforma che va aumentata. In prospettiva ci sono tutte le premesse per farne una scommessa vinta”.

Siamo davanti – ha sottolineato il dg vicario di Agro Camera Valentina Canali – a un modello imprenditoriale che partendo dalle radici e da un stretto legame con la terra, riesce ad innovarsi e a rendere semplice, grazie al bicchiere da passeggio, il consumo del prodotto-principe della dieta mediterranea“.

Veniamo da anni di standardizzazione del gusto e oggi – ha concluso Andrea Mazzucato, genetista dell’Università della Tuscia di Viterbo – si registra un’apertura verso nuove tipologie di una produzione orticola che rappresenta la tradizione e il futuro del made in Italy. I pomodori di nuova generazione devono però avere particolari parametri: il gusto, essere resistenti nel trasporto, produttivi, adatti alla grande distribuzione, quindi con numeri, estetica, e conservabilità idonei agli scaffali dei supermecati“.

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