E i Medici in Toscana inventarono la denominazione dei vini di qualità

firenze

In Toscana, durante la signoria dei Medici, si tentò di definire oltre trecento anni fa le aree geografiche di produzione dei migliori vini toscani adatti all’esportazione. La storia è ripercorsa in un volume curato da Zeffiro Ciuffoletti. Terre-Uve-Vini. La denominazione dei vini di qualità nella Toscana medicea e il contesto europeo, edito da Polistampa (196 pagine, 16 euro), che sarà presentato a Firenze giovedì 14 luglio 2016 alle ore 17.30 presso la Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio, in Via Bufalini 6.

Alla presenza del curatore e degli autori dei saggi, interverranno Aureliano Benedetti, presidente della Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze; Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno e storica dell’arte; Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili; Pierluigi Rossi Ferrini, vice presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Il volume – si legge nella sinossi – non vuol solo celebrare un evento come i Bandi con cui 300 anni fa Cosimo III dei Medici tentò, con un’anticipazione delle moderne D.O.C., di definire le aree geografiche di produzione dei migliori vini toscani adatti all’esportazione, ma si confronta con una dimensione più vasta, mediterranea e atlantica, della produzione e del mercato del vino. Proprio la storia ci mostra come le origini del mercato globale di questa bevanda risalgano ad almeno quattro secoli fa, quando le potenze coloniali europee allargarono i confini del consumo: proprio allora si delinearono le diverse qualità e i caratteri del vino, o meglio dei diversi vini, compresi quelli da pasto che si sono affermati successivamente. Divenne infatti fondamentale trovare soluzioni tecniche e produttive per garantire la qualità e allo stesso tempo evitare le alterazioni e le sofisticazioni. I famosi Bandi del 1716 del granduca Cosimo III dei Medici furono motivati da queste esigenze, e segnano una tappa importante nella storia della civiltà del vino“.

I saggi presenti nel libro sono di Zeffiro Ciuffoletti, Giovanni Cipriani, Gian Luca Corradi, Anna Guarducci, Juan Pan-Montojo, Leonardo Rombai, Thierj Sauzeau, Vincenzo Zampi.

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