Il comparto agroalimentare, nel 2015, ha prodotto un valore aggiunto di 58,4 miliardi di euro e rappresenta il 4,1% della ricchezza nazionale. Impiega, inoltre, 1,4 milioni di addetti, pari al 5,6% del totale degli occupati. tali edati sono emersi da uno studio che la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha illustrato a Palermo nel corso di un’iniziativa organizzata dal gruppo bancario e dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Secondo lo studio di Intesa Sanpaolo, su scala europea l’Italia vanta una posizione di leadership sia per l’eccellenza della produzione, certificata dalla presenza di 845 marchi Dop, Igp e Stg (precede la Francia, che ne ha 738), sia per le produzioni biologiche, al quale l’Italia riserva quasi 645 mila ettari di superficie agricola. Bene anche l’export, grazie a un’offerta diversificata e di elevata qualità che nel 2015 con 36,5 miliardi di euro ha registrato un aumento del 40,7% rispetto al 2008.
A livello regionale, la Sicilia è al primo posto in Italia per incidenza percentuale della superficie agricola destinata alla viticoltura e all’ortofrutta. Anche l’olivicoltura registra ottimi risultati. L”agroalimentare siciliano è il primo per crescita delle esportazioni e l’isola è al sesto posto della graduatoria nazionale per numero di riconoscimenti Dop e Igp, soprattutto per i vini; tra le ultime, invece, per dimensione d’impresa sia nel settore agricolo (ettari per azienda) sia in quello dell’industria alimentare e delle bevande (addetti per impresa).




