Carne italiana: Coldiretti in prima linea per sicurezza alimentare e tutor

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In occasione della Giornata Nazionale della Carne Italiana, svoltasi il 5 maggio 2016, migliaia di allevatori, consumatori e operatori di industria, commercio, ristorazione, turismo, esponenti del mondo scientifico e professionalità come cuochi e gourmet si sono riuniti in migliaia dentro e fuori il centro congressi del Lingotto di Torino a a difesa di primati qualitativi e di sicurezza alimentare del Made in Italy. Per l’occasione la Coldiretti ha presentato il dossier #bracioleallariscossa. Negli ultimi cinque anni, infatti, hanno chiuso quasi 12 mila stalle da carne per effetto delle importazioni dall’estero che oggi rappresentano quasi un terzo dei consumi, con conseguenze nefaste sull’economia, sull’occupazione e sulla sicurezza alimentare. Sono scomparsi circa 300 mila bovini da carne, mezzo milione di maiali e 700 mila conigli e oggi in Italia sono rimasti appena 80 mila allevamenti di bovini da carne, 5000 di maiali e 4500 di polli da carne.

Per l’appuntamento torinese, inoltre, la Coldiretti ha inoltre tolto i veli dalla nuova figura del tutor della carne, che sarà operativo in tutte le regioni d’Italia per aiutare il consumatore a conoscerla, a scegliere i pezzi più adatti in cucina, a valorizzare le parti low cost, consigliando dove fare acquisti di qualità direttamente dagli allevatori. Con l’aiuto del tutor della carne, infatti, è possibile risparmiare fino al 50% con l’acquisto di tagli alternativi meno conosciuti e più economici, ma anche maggiormente adatti alla ricetta che si vuole portare in tavola, senza rinunciare alla qualità italiana.

Un debutto realizzato con la prima lezione all’aperto su come fare la spesa in macelleria con un tocco di fantasia nel creare e rielaborare piatti diversi in cucina. Infatti è importante, proprio in un momento come questo, valorizzare anche i tagli minori di carne nella consapevolezza che, per esempio, del bovino non esiste solo la richiestissima fiorentina, ma ci sono altre parti dal sapore caratteristico che appartengono alla tradizione culinaria italiana come per esempio i celebri bolliti piemontesi, la squisita faentina (pancia tagliata a fette e cotta alla griglia), la lingua salmistrata e la trippa in umido amata dall’intero centro-sud Italia.

Secondo Coldiretti, i tagli meno pregiati del bovino da poter utilizzare in cucina sono numerosi: si va dal collo, taglio di terza categoria dalla carne molto gustosa (ottima per bolliti o stracotti, ma anche per preparare polpette e ragù), alla punta di petto, taglio economico che può essere usato per preparare buoni arrosti, ma anche gustosissimi brodi. E ancora dal campanello, che è un piccolo taglio molto apprezzato per fare bistecche da cuocere sulla brace, ma anche per spezzatini, stracotti e stufati a cui aggiungere del vino, pomodoro e verdure, al geretto, detto anche muscolo, che risulta particolarmente adatto per la preparazione di ossibuchi e stufati.

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