Coldiretti: no all’eliminazione dei 18 mesi di scadenza per l’olio d’oliva

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Il 30 marzo in Senato sarà esaminata dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea la legge comunitaria 2015 diretta a 
modificare una precedente normativa del 2013, nella parte in cui 
prevede un termine minimo di conservazione non superiore ai 18 
mesi per l’olio di oliva. La Coldiretti a tal proposito afferma che “togliere la data di scadenza dell’olio di 
oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte, a danno dei 
consumatori, è un errore che mette a rischio la qualità dell’offerta 
in Italia“.

Di fatto – continua la Coldiretti – si tratta di una norma che favorisce lo smaltimento di olio 
vecchio e fa invece venir meno una importante
 misura di salvaguardia per il consumatore, poiché numerosi studi hanno
dimostrato che con il tempo l’olio di oliva modifica le proprie 
caratteristiche. Con l’invecchiamento l’olio comincia a perdere 
progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo 
caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla 
base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute
in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo“.

Secondo la Coldiretti è necessario mantenere il termine minimo di 
conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, 
prevedendo una possibilità di deroga solo qualora il produttore adotti 
ulteriori accorgimenti per la conservazione organolettica del 
prodotto, da riportare in etichetta.

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