Igp olio laziale, illustrato il progetto per il riconoscimento

olio

Avrà il sostegno e la condivisione della Regione Lazio il progetto per il riconoscimento di una Igp regionale per l’olio extravergine di oliva laziale, presentato da David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio. La Igp si chiamerà “Roma” e consentirà una maggiore valorizzazione dell’olio laziale, garantendo ai produttori più ampi margini di reddito. “Assicuro inoltre – ha detto Granieri – che sono infondati i timori per cui il marchio regionale finirebbe per danneggiare le Dop esistenti, che oggi coprono solo un terzo della produzione. Anzi, il riconoscimento del marchio Roma ci aiuterebbe a esaltare il valore e la qualita’ di tutto l’extravergine che produciamo nel Lazio, rilanciando l’economia dell’intera filiera olivicola”.

L’appoggio della Regione Lazio al progetto è stato ufficializzato da Carlo Hausmann, assessore regionale all’agricoltura, nel suo intervento all’assemblea Coldiretti svoltasi a Palombara Sabina, dove ad ascoltarlo c’erano anche alcuni giovani intenzionati a richiedere il contributo per il primo insediamento in agricoltura che, nella nuova programmazione europea, arriva fino a 70.000 euro.

Alla fine di marzo 2016 – ha dichiarato Hausmann – apriremo, tra gli altri, anche il bando per i nuovi insediamenti in agricoltura con l’obiettivo di finanziare almeno le prime 500 domande. Abbiamo semplificato notevolmente le procedure burocratiche, ma è chiaro che per poter accedere ai finanziamenti sarà comunque necessario presentare un business plan a regola d’arte e che occorrerà essere in possesso di tutti i requisiti richiesti. Entro la fine del mese saremo pronti anche per rispondere alle attese dei tanti imprenditori agricoli intenzionati ad avviare laboratori aziendali per trasformare e confezionare in loco i propri prodotti per fare vendita diretta, ma anche per sostenere lo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura, finanziando attività agrituristiche, fattorie didattiche e ogni iniziativa che abbia finalita’ di carattere sociale. Abbiamo introdotto regole severe per la selezione delle domande e un rigido sistema di controlli per evitare che i preziosi contributi europei possano finire nelle tasche sbagliate“.

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