Un milione e 38 mila firme spingono l’arte dei pizzaiuoli napoletani verso la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Le sottoscrizioni sono state raccolte in tutto il mondo e il risultato ha ricevuto il sostegno di molte istituzioni culturali e sociali, organizzazioni, professionalità e personalità con eventi in ogni continente, da Londra a New York, da Buenos Aires a Las Vegas, fino al Giappone e all’Australia.
Il risultato, presentato a Parigi presso la sede mondiale Unesco, è stato reso noto dalla Coldiretti, che ha contribuito alla raccolta di quasi la metà delle firme grazie all’impegno della rete dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in tutta Italia ma anche in occasione di Expo dove il 25 giugno 2015 l’Italia ha conquistato il record mondiale ufficiale di lunghezza della pizza di 1595,45 metri, iscritto nel Guinness World Records.
Secondo Coldiretti, la passione per la pizza è diventata planetaria, con gli statunitensi che sono i maggiori consumatori di pizza con 13 chili a testa, mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 kg all’anno e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci, i quali con 3,3 kg di pizza pro capite annui chiudono questa classifica.




