La notizia più importante è che quest’anno, dopo almeno un lustro di sofferenza in cui la produzione si era quasi azzerata, le castagne ci saranno. Non si toccheranno certo i numeri pre cinipide, quando la produzione viterbese superava il 10% di quella nazionale, ma insomma qualcosa si muove. Segno che le strategie messe in campo per combattere la vespa che tanti danni ha fatto – in primis il suo antagonista naturale, il torymus sinensis, ma anche più fitorfarmaci rispetto agli anni passati (tutto secondo legge) – qualche risultato lo ha dato. Le feste della castagna di quest’anno, insomma, portano già questo di positivo. Il calendario è stato presentato ieri mattina durante una conferenza stampa in Camera di Commercio, con il presidente Domenico Merlani, il segretario generale Francesco Monzillo, il consigliere provinciale Maurizio Palozzi e il sindaco di Canepina Aldo Maria Moneta. In rappresentanza del Comune di Caprarola c’era il presidente della Pro loco Maurizio Alessi.
Il presidente Merlani ha messo in evidenza come in questi anni “è stato importante non fermarsi e continuare a promuovere le feste. La castanicoltura ha attraversato momenti difficili e ancora non ne siamo fuori, ma si sta risalendo la china. Il nostro impegno non è mai venuto meno”. Moneta e Palozzi hanno messo in evidenza cosa significhi per l’economia agricola del Viterbese, soprattutto per quella dei Cimini, una castanicoltura che si avvia (si spera) verso produzioni normali.
Le feste si articolano in sei località: Soriano nel Cimino (1-11 ottobre), Canepina (10-31 ottobre), Vallerano (10 ottobre–1 novembre), San Martino al Cimino e Latera (17-25 ottobre), Caprarola (1-18 ottobre).





