Il boccione di Higgs e il Barolo di Dio – Satira enogastronomica

boccione

Pubblicato da Vernaccia editore, che da San Gimignano si è ormai affermata come una delle realtà più interessanti del panorama italiano, è arrivato in libreria nei giorni scorsi “Il boccione di Higgs e il Barolo di Dio”, ultima fatica enogastronomica di Giovanni Smith. Il docente di origine statunitense (trapiantato da trent’anni in Italia) con i suoi esperimenti è riuscito a dimostrare quello che i più affermati studiosi da tempo teorizzavano: nel recipiente di vetro a forma di conchiglia (“boccione di Higgs”, dal nome del suo inventore, un mastro vetraio inglese attivo nelle Langhe nel Seicento) può essere contenuta l’essenza dell’universo, la sede ultima del pensiero umano, la fisica che si fa metafisica: il Barolo. Secondo Smith “solo assumendo la forma della conchiglia il vino esprime le sue massime potenzialità: in tal modo l’uomo può davvero assomigliare a Dio. Anzi, dirò di più: non è azzardato pensare che nei sei giorni in cui, secondo la tradizione, il Creatore ha dato origine al mondo, Egli abbia pasteggiato a Barolo”.
Smith – che per tale scoperta sarà insignito a dicembre del titolo di “Gran taverniere e vignaiolo” dall’Accademia di Svezia – è riuscito dove altri avevano fallito per decenni grazie ad uno spunto offerto dalla vita quotidiana. “In realtà – spiega – mi sono basato sulle teorie di Zenone di Elea. Come affermava il grande filosofo greco una retta è composta da infiniti punti: se con un arco scaglio una freccia verso un punto determinato questa traccerà una retta. La freccia quindi non arriverà mai perché una volta raggiunta la metà mancherà ancora l’altra metà, composta appunto da infiniti punti. E così via, fino all’infinito. Ero a casa, la lavastoviglie era rotta e dovevo lavare i bicchieri usati per bere il Barolo: ma se ne lavo la metà – mi sono detto – è inutile che lavi l’altra metà, non finirò mai. Allora mi sono venuti in mente Higgs e la sua conchiglia, ho continuato a bere, è arrivato il tecnico della lavastoviglie e ho capito: è il vino l’ultimo punto che manca per completare la retta che ci porta a Dio. Non è certo un caso se suo figlio abbia iniziato la carriera proprio trasformando l’acqua in vino: vorrà pur dir qualcosa no?”

Ti piace questo articolo?

Condividilo su Facebook
Condividilo su Twitter
Condividilo su Linkdin
Condividilo su Whatsapp

Iscriviti alla Newsletter di Carlo Zucchetti