Cucina vegana: filosofia di vita o semplice moda? Sicuramente una piacevole scoperta. Tale è stata la degustazione vegan organizzata venerdì scorso all’agriturismo “I Giardini di Ararat”, suggestiva location immersa nei castagni dei Monti Cimini, veduta mozzafiato e arredamento stile Cappellaio Matto di “Alice in wonderland” curato nei minimi dettagli da Emanuela Tardani.
L’evento, come ha dichiarato all’inizio della serata la chef e proprietaria, Laura Belli, è stato ideato per una conformità ad alcuni principi cardine della filosofia dei Giardini e di Slow Food, di cui la struttura fa parte, sia quelli della tutela delle identità culturali che quelli del rispetto delle tradizioni alimentari e gastronomiche alla base della sostenibilità del pianeta.
Il benvenuto ai commensali, curato nei minimi dettagli, è stato celebrato con un Rosato delle Crete, accompagnamento perfetto per il fritto di verdure servito al cartoccio che ha introdotto gli otto assaggi del percorso: “we don’t eat animals” iniziato con il Mopur, una sorta di carne vegetale ottenuta dall’unione tra il grano prodotto dalla naturale fermentazione del frumento e la farina di ceci, accompagnato da noci, pachino, radicchio e pane carasau condito con qualche spruzzata di aceto balsamico. A seguire bruschetta con funghi dei Monti Cimini e verdure al pinzimonio, miglio, rigorosamente italiano, con nocciola gentile romana e tartufo di Vetralla, caramelle al tofu con pomodoro e basilico, polpette di lenticchie con cumino e coriandolo, sformato di broccoli e patate, caramella al cartoccio di Seitan e legumi con contorno di patate al forno e radicchio. E, per concludere in dolcezza, pere caramellate in un letto di crema al sesamo con granelli di pane.
Un tripudio di sapori, insomma, ottenuto anche con alimenti insoliti, ma, come sempre, accostati in maniera superba dalla maestria della chef Laura Belli che ha saputo accostarsi con successo ad una nicchia ancora pressoché sconosciuta ma innegabilmente in costante aumento.
Come, del resto, il numero dei vegani nella nostra provincia.
Eleonora Straffi




