Olio dalla Tunisia, sale la preoccupazione di consumatori e produttori

olio

Cresce la preoccupazione per l’arrivo di olio tunisino in Europa e, quindi, in Italia. Consumatori e produttori chiedono a gran voce il giusto grado di attenzione per evitare sofisticazioni, apporre etichette chiare e tutelare adeguatamente l’olio italiano.

35 mila tonnellate all’anno in più di olio d’oliva per due anni, senza dazi, sono in arrivo dalla Tunisia nell’Unione Europea – scrivono Federconsumatori e Adusbef – Questo è quanto approvato a larga maggioranza dall’assemblea plenaria di Strasburgo, nel piano di aiuti di urgenza al Paese nordafricano Se da un lato il provvedimento rappresenta una misura necessaria per aiutare la Tunisia dopo gli attentati terroristici e sofferente di forte pressione in una zona estremamente delicata dal punto di vista geopolitico, dall’altro aiuti economici in questo settore possono avere l’effetto di danneggiare l’economia nazionale, che dalla produzione d’olio d’oliva trae un giro d’affari di milioni di euro ogni anno, vantando, inoltre, un primato d’eccellenza. Sono, allora, di fondamentale importanza controlli capillari per vigilare le merci in arrivo dalla Tunisia, onde evitare sofisticazioni. Non esiste una vera minaccia proveniente dall’olio tunisino per i consumatori europei, a patto che le etichette parlino chiaro e rispondano ai criteri di trasparenza“.

Confagricoltura pone invece l’accento sul fatto che “il settore olivicolo e’ fortemente tartassato in questo momento – spiega Donato Rossi, presidente nazionale e regionale pugliese della Federazione olivicola di Confagricoltura – Le 70 mila tonnellate previste dalla Mogherini, con una politica sicuramente poco attenta e poco rispettosa dei ruoli che hanno l’agricoltura italiana e quella europea, penalizzano il settore oleario che soffre di una ricaduta certamente non positiva, con i mercati che reagiscono male a questi flussi di olio. Il 6 gennaio quando sono state scaricate le prime 56mila tonnellate in una settimana il prezzo e’ sceso di 20 euro a quintale, passando da 3,70 euro, prezzo al litro all’ingrosso, a 3,50“.

Per Confagricoltura l’arrivo dell’olio tunisino è fortemente deleterio per l’Italia olivicola. “La mossa vincente – conclude Rossi – è quella di contingentare meglio i rapporti ed i flussi che devono essere nel tempo non solo piu’ calmierati e avere un dimensionamento condiviso con i singoli comparti“.

Ti piace questo articolo?

Condividilo su Facebook
Condividilo su Twitter
Condividilo su Linkdin
Condividilo su Whatsapp


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Ultimi articoli


Spazio disponibile

Per la tua pubblicità in questo spazio contatta advertising@carlozucchetti.it

Iscriviti alla Newsletter di Carlo Zucchetti