Hanno aderito il Consorzio Tutela Vini Roma D.O.C., il Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, il Consorzio del Cesanese del Piglio D.O.C.G. e i consorzi dell’Abbacchio Romano I.G.P. e della Ricotta Romana D.O.P., uniti dal proposito di raccontare, oltre ai prodotti, i luoghi, i pascoli, i vigneti, le tecniche di lavorazione e le conoscenze trasmesse da una generazione all’altra. L’obiettivo dichiarato è quello di ritrovare nel patrimonio enogastronomico un’identità culturale regionale.

L’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini, ha definito il patrimonio enogastronomico regionale una “risorsa strategica per la crescita economica della nostra regione”. Righini ha auspicato che il progetto allarghi progressivamente le adesioni ad altri consorzi e ha indicato nel “fare squadra” la via per “superare i particolarismi”.

Il presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, ha osservato che “le nostre denominazioni acquistano ancora più forza quando smettono di raccontarsi come
realtà isolate e diventano parte di una storia comune”, e ha dichiarato la volontà dell’agenzia di sostenere la capacità di fare rete.
Lazio Roots ha costruito una mappa enogastronomica che comprende i Castelli Romani, il litorale, la Ciociaria, l’Agro Romano, la Sabina e la Tuscia.
Il progetto prevede anche il coinvolgimento progressivo di altre realtà produttive certificate: la Lenticchia di Onano I.G.P., la Patata dell’Alto Viterbese I.G.P., la Nocciola Romana I.G.P., il Prosciutto Amatriciano I.G.P., il Pecorino Romano D.O.P., l’Oliva di Gaeta D.O.P., il Pane Casareccio di Genzano I.G.P., l’Olio di Roma I.G.P., l’Olio Sabina D.O.P., la Ratafia Ciociara I.G.P. e, per quanto riguarda i vini, le denominazioni Atina D.O.C. e Marino D.O.C.





