
Dall’11 al 13 luglio scorso, si è svolto il Festival dedicato al Verdicchio di Matelica lungo le vie del centro storico della cittadina. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Produttori di Verdicchio di Matelica con il patrocinio del Comune. Nei tre giorni, un alternarsi di appuntamenti mirati a valorizzare il prodotto tipico punto di forza del territorio: il Verdicchio di Matelica che dalle nuove annate cambierà la denominazione in Matelica D.O.C. e Matelica D.O.C.G.
Tra gli invitati, decine di giornalisti e blogger provenienti da tutta Italia per degustare le varie etichette del vino bianco matelicese e per scoprire la città e le colline circostanti.
Ad aprire la prima giornata del Festival, l’Assessore alle Politiche Agricole Barbara Cacciolari, il Presidente dell’Associazione Produttori di Verdicchio di Matelica, Umberto Gagliardi e l’enologo Roberto Potentini che hanno accolto giornalisti e blogger presso il Foyer del Teatro. Molto interessante e suggestivo il tour organizzato in direzione del Monte San Vicino, dove dall’alto si è avuto il privilegio di osservare la vallata del Verdicchio di Matelica e capirne tutte le sue sfaccettature, e la sua unicità grazie alle spiegazioni dettagliate di Potentini.
“Non a caso la Valle Sinclinale Camerte è l’unica valle, di una certa dimensione, della regione Marche, disp osta da nord a sud e parallela al mare Adriatico. La valle è delimitata ad est dal Monte San Vicino e a ovest dalla catena montuosa dell’Appennino Umbro-Marchigiano, entrambi fungono da diga al volano termico del Mare Adriatico situato alle spalle. Questa disposizione “protettiva” delle montagne, insieme alla posizione longitudinale (Nord-Sud) della valle rispetto al mare, crea un microclima particolare, con forti escursioni termiche tra giorno e notte, ideale per la coltivazione del Verdicchio. Qui il clima diverso da tutte le altri valli marchigiane, fa si che il verdicchio quando differenzia le gemme a frutto, viste le forti escursioni, si impone di fare poche gemme prevedendo un’estate cortissima. Ma quando ad aprile inizia il germogliamento trova un sole che non si aspettava, quello del 43° parallelo, un sole mediterraneo che insieme alle forti escursioni termiche dona molta acidità al mosto. Il terreno, ricco di minerali, contribuisce ulteriormente alle caratteristiche uniche del vino Verdicchio di Matelica.”
Tutte le altre valli marchigiane dalla Valle del Tronto alla Valle del Metauro, sono disposte da Ovest a Est e sono perpendicolari al mare Adriatico.
La sera poi tutti a tavola: in Piazza Mattei si è tenuta infatti la tradizionale cena degustazione in collaborazione con il Relais Il Marchese del Grillo con un menu pensato per esaltare i sapori del territorio e per mettere l’accento sui 18 vini serviti per l’occasione.
Il sabato mattina nuovo appuntamento riservato alla stampa di settore, nel Foyer del Teatro G. Piermarini, con una degustazione verticale guidata da Francesco Saverio Russo: uno spaccato su 10 e più annate del Verdicchio di Matelica per mettere in evidenza la longevità di questo vino.
La sera del sabato un percorso sensoriale tra i banchi di assaggio nel centro storico e le postazioni street food locali gestite dalle attività matelicesi, mentre la domenica ultima degustazione verticale” aperta al pubblico, presso il Foyer del Teatro.
“Anche quest’anno come amministrazione comunale abbiamo voluto appoggiare fortemente questa iniziativa del Matelica Wine Festival – commentano il sindaco della Città di Matelica Denis Cingolani e l’assessore all’Agricoltura Barbara Cacciolari – si tratta di un’occasione unica per valorizzare il nostro prodotto di eccellenza che vede ogni anno migliaia di presenze in questo weekend di luglio. Ci fa piacere constatare che ogni anno il numero degli ospiti della stampa di settore è in forte aumento, questo a testimonianza dell’interesse che c’è da parte dei giornalisti e degli esperti intorno al Verdicchio di Matelica. E’ fondamentale per noi proseguire questo percorso di promozione delle nostre etichette andando sempre ad aumentare la qualità degli eventi proposti. Ringraziamo l’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica e tutte le cantine coinvolte per aver messo in piedi anche quest’anno un bel programma di iniziative che vedrà coinvolte anche tante attività cittadine”.
Soddisfazione anche per il Presidente dell’Associazione Umberto Gagliardi “questo sarà l’ultimo anno al Matelica Wine Festival dell’etichetta Verdicchio di Matelica. Ci sarà infatti a breve il passaggio epocale della denominazione da Verdicchio di Matelica D.O.C. o D.O.C.G. a Matelica D.O.C. o D.O.C.G. Questa scelta è stata presa proprio per legare ancora di più il nostro vino al territorio. Una direzione a cui teniamo molto e che viene testimoniata ogni anno dalle adesioni che raccogliamo con il Matelica Wine Festival, che è un modo per scoprire le nostre cantine, ma anche la città, il suo territorio e le realtà che lo compongono”.
Ma le sorprese non finiscono qui, perché giovedì 17 luglio, è stato presentato il progetto di candidatura nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di interesse storico, per dare maggiore rilievo al paesaggio vitivinicolo del Verdicchio di Matelica nella Sinclinale Camerte.
Verticale di Verdicchio di Matelica
A guidare la degustazione, il divulgatore enoico Francesco Saverio Russo, coadiuvato dalla presenza dei produttori. Durante la verticale, Russo si è focalizzato principalmente “sulla duplice attitudine che il vino di Matelica oggi incarna e ricalca nel soddisfare pienamente quelle che sono le esigenze sia dei consumatori che degli addetti ai lavori, Il Verdicchio di Matelica possiede la virtù di essere tanto contemporaneo nella prontezza, nella freschezza e nella subitaneità nelle annate più giovani quanto la capacità di mantenere l’identità nel tempo che è un concetto molto diverso dalla capacità di un vino di evolvere. A tutti noi è capitato di bere dei vini importanti emozionanti e datati ma spesso alcuni di loro dopo molti anni, pur conservando una piacevolezza di beva, perdevano l’afferenza al territorio. Il Verdicchio di Matelica invece riesce a mantenere costante certe caratteristiche che una volta conosciute, esemplificate e ricondotte al territorio fanno da gps dimostrando e conservando nel tempo l’identità originale ancorata al territorio. Noi parliamo tanto di vino oggi, parliamo di vino al passato ma dovremmo iniziare a parlare di viticoltura al futuro, di quanto alcuni territori, alcune varietà di uve, e quanto l’uomo, possano portare avanti quella viticoltura senza cambiarla troppo, se non cercando di adattarsi proprio per cambiare meno. Pertanto cambiare le impostazioni dei vigneti, la gestione agronomica, la gestione fogliare, trovare nuovi porta innesti permettono in questo territorio, dalle caratteristiche pedoclimatiche uniche ed eccezionali dimostrano la futuribilità del Verdicchio di Matelica.”
Verdicchio di Matelica D.O.C. Vigneto Fernando Alberto 2024 Sant’Oliviero
Verdicchio di Matelica D.O.C. 2023 Casa Lucciola
Il produttore Luca Cruciani ha ricordato l’annata molto difficile con una resa bassissima, un grappolo ogni tre piante. Ciò nonostante la minor produzione ha dato respiro alla vite.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Borgo Paglianetto 2022 Vertis
400 m s.l.m. suoli calcarei. Sosta sulle fecce fini per 18 mesi in acciaio e poi tanta bottiglia.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Le Cime Basse 2022 Balzani
Vigneto monoparcella, suolo argilloso, resa 50/60 q. ha raccolta tardiva nella IV^ settimana di settembre. Sosta sulle fecce fini in cemento vetrificato per 8 mesi e poi tanta bottiglia.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Caecus 2021 Tre Monti
Piccola azienda che vinifica presso la cantina Belisario.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Grillì 2021 Villa Collepere
Annata tutta figlia del cambiamento climatico e non di semplice interpretazione.
Verdicchio di Matelica D.O.C. San Vito 2020 Lamelia
vigneti a 400 m.l.m. terreni argillosi e calcarei.
Verdicchio di Matelica D.O.C. 2020 Stefano Zoli
Un romagnolo trapiantato a Matelica, che innamorato del territorio vuol dare voce ai suoi vini “Vorrei che i miei vini parlassero di queste montagne, di questi boschi, di queste albe e tramonti. Che parlassero di luce”. Il 2020 è il suo primo appuntamento produttivo. Vigna di 60 anni, fermentazione spontanea in acciaio. Affinamento sulle fecce fini in acciaio e cemento e poi tanta bottiglia.
Verdicchio di Matelica D.O.C. 2020 Tenuta Grimaldi
Prima annata prodotta con le vigne impiantate nel 2016, suoli argillosi e calcarei a 350/450 m s.l.m. Esposizione totalmente a nord. Tenuta Grimaldi rappresenta le due facce di Matelica: l’identità storica relativa ai vigneti vecchi e il nuovo che avanza dove Tenuta Grimaldi, consapevole del cambiamento climatico, ha deciso di impiantare le nuove vigne a nord.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Alarico 2019 Maraviglia
13 ha per un totale di circa 30.000 bottiglie annue. Vinificazione classica, eleva in acciaio sulle fecce fini per 7/8 mesi e poi bottiglia.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Villa Marilla 2019 Azienda Agricola Marco Gatti
Unica magnum della verticale, rappresenta il Crù più importante dell’azienda, situato a nord nella provincia di Ancona. Terreno generoso con una buona riserva idrica. Affinamento sulle fecce fini per 7/8 mesi e non fa malolattica.
Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Matérga 2019 Provima
Vinificazione classica, affina in acciaio e botti di rovere.
Verdicchio di Matelica D.O.C. Torre del Parco 2018 Tenuta Piano di Rustano
Vinificazione classica, solo acciaio e bottiglia.
Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Mirum 2016 Monacesca
Vino iconico, prodotto solo nelle grandi annate, che rappresenta da sempre la longevità del vitigno. Affinamento sulle fecce fini con continui batonnage e poi bottiglia.
Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Cambrugiano 2016 Belisario
Prodotto dal 1988 è stato il primo Verdicchio nella tipologia riserva e ha regalato all’azienda le emozioni più grandi. Si utilizza il sistema della criomacerazione a 0° per 18 ore, fermentazione in acciaio. L’80% matura in acciaio e il restante 20% in barriques da 225 l. per 12 mesi.
Verdicchio di Matelica D.O.C. 2015 Colpaola
10 ha su suoli argillosi-calcarei situati tra i 550-680 m.l.m. Forti dislivelli, zona molto ventilata e grandi escursioni termiche. Vinificazione in acciaio dove sosta sulle fecce fini per 4/5 mesi e poi bottiglia renana e tappo stelvin. La 2015 è stata un’annata molto calda che però in questa zona dona al vino grazie alla latitudine. Alle escursioni termiche e al clima.
Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Maccagnano 20 anni 2013 Gagliardi
Per Umberto Gagliardi 4 sono i parametri per fare un grande vino: l’azienda, il nome del vino, il vigneto (in questo caso una singola vigna) e l’uomo. “Sono 30 anni che faccio il vino nello stesso modo, coadiuvato dalla tecnica e dagli studi fatti ma utilizzando tutto quello che mi ha lasciato mio padre”. Il vino fermenta in acciaio e poi affina nelle vasche di cemento sulle fecce fini per due anni e fa malo lattica..
Verdicchio di Matelica D.O.C. Gegè 2011 Cantina Cavalieri Viticultore Gabriele Benedetti
Viti di 60 anni e terza generazione di produttori. Prima annata di Gegè è stata la 2006. Per questo vino si utilizza solo il mosto fiore, dopo la fermentazione sosta sulle fecce fini per due anni in vasche di cemento ipogee interrate.
catiaminghi@carlozucchetti.it




