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Brunello di Montalcino 2013: Un’annata “come una volta”.

by • 11 aprile 2018 • BereComments (0)

2013. Un’annata didattica. Un’ annata per capire le zonazioni. La complessità di Montalcino. Le differenze geologiche. Del suolo. Pedoclimatiche.
Per vignaioli che sono del territorio. Non sul territorio. Per “villani” esperti. Di tradizione. Per chi ha pazienza. Quella dei contadini.

Un’annata “come una volta”. Negli assaggi abbiamo saputo apprezzare l’interpretazione di tanti vignaioli. Sempre maggiore attenzione. Conoscenza. Fortunato, ovviamente, chi ha disposizione vigneti nei diversi versanti del territorio. Un’annata per cru. Non per vigne.

Un’annata che a me, come si evince, è piaciuta molto. Con un aumento, paradossalmente, della qualità media. La  “tredici”, dopo tanti anni, verrà apprezzata per un maggior rigore pur nelle differenze.  Vini più “toscani”. Fini. Eleganti. Verticali. Forse anche più longevi. Un’annata che già si può e si deve bere.

Alcune note dal Consorzio del Brunello di Montalcino
“… Il 2017 si presenta come un anno all’insegna della stabilità: confermato il dato sulle esportazioni, che si attesta sul 70% della produzione totale. A trainare il mercato sono i paesi target di USA (oltre 30%), seguiti da Europa (con UK, Germania e Svizzera in testa) al 20%, i mercati asiatici (Cina, Giappone, Hong Kong ecc.) che realizzano il 15%, il Canada (12%) e il centro e sud America (8%). Il restante 15% è occupato dagli altri mercati. Stabile anche la produzione: 9.010.369 le bottiglie di Brunello imbottigliate nel 2017 (0,65% in meno rispetto al 2016), e  4.617.384 quelle di Rosso (-0,34% rispetto all’anno precedente). Stabili anche Sant’Antimo (250mila bottiglie) e Moscadello (40.000 unità). In aumento rispetto all’anno scorso il giro d’affari del settore vitivinicolo a Montalcino, che quest’anno ammonta a 180 milioni di euro (erano 170milioni nel 2016). Stabile il valore stimato di 1 ettaro di vigneto a Montalcino, che si attesta sui 700.000 euro, con una rivalutazione, in appena mezzo secolo, del 4.405% (fonte Winenews). Continuano ad aumentare infine i flussi turistici nella città: quest’anno il numero di visitatori a Montalcino ha superato 1.500.000 persone (+25% rispetto al 2016, quando erano stati 1.200.000 visitatori), con oltre 150mila pernottamenti (+11%)…”

Un’organizzazione encomiabile. Un grazie particolare ai Sommelier e in particolare a Francesco Bianchi che mi ha su/opportato con grande professionalità e pazienza.

Questi i vini, ovviamente assaggiati alla cieca, che mi son piaciuti in ordine rigorosamente alfabetico:

Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2013

Elia Palazzesi Collelceto

Il Marroneto

Il Pino Fattoria Il Pino

Il Poggiolo

La Gerla

La Rasina

Lisini

Mastrojanni

Padelletti

Palagetto

Palazzo

Pietroso

Pinino

Poggio dell’Aquila

Querce Bettina

Quercecchio

Salvioni La Cerbaiola

San Polo

Tenuta La Fuga

Tenuta Le Potazzine

Verbena

Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2013 Selezioni

Caparzo Vigna La Casa

Castiglion del Bosco Campo del Drago

Corte Pavoni Fiore del Vento

Cortonesi Poggiarelli

Fanti Vallocchio

Il Marroneto Madonna delle Grazie

La Magia Ciliegio

La Togata Carillon

Le Ragnaie Fornace

Le Ragnaie VV

Mastroianni Vigna Loreto

Mocali Vigna delle Raunate

Pinino Cupio

Tenuta Buon Tempo P.56

Villa I Cipressi Zebras

Brunello di Montalcino D.O.C.G. Riserva

Col d’Orcia Nastagio ‘12

Fornacina ‘12

Gianni Brunelli ‘12

Il Bosco di Grazia ‘12

La Lecciaia ‘12

La Poderina Poggio Abate ‘12

Martoccia di Brunelli ‘12

Tenuta Le Potazzine ‘11

Tornesi ‘12

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About Carlo Zucchetti

Ama il lago, le buone letture, la Roma, il vino, ma non necessariamente in questo ordine. Difficilmente si tratterrà dal dire la sua se qualcosa non lo convince. Ha sempre creduto nel valore del territorio e delle tradizioni locali, al cibo e al vino come elementi culturali e identitari, è tra i soci fondatori di Arcigola e Slow Food e ha messo in pratica le sue idee in un famoso ristorante di Viterbo. Da allora ha diffuso il verbo del buon bere e del mangiare bene e ha contribuito al propagarsi di una maggiore consapevolezza etilica. Da qualche anno ha deciso di dedicarsi più attivamente alla comunicazione dei giacimenti enogastronomici della Tuscia e questo blog è solo uno dei risultati.

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