Tre uomini in vigna: Castagno, Gravina, Rizzari e i Vini da scoprire

“Lo spirito del vino vince la forza di gravità” Con la sua consueta sottile ironia Rizzari durante la presentazione tenutasi a Life of Wine 2016, dà la migliore sintesi di Vini da Scoprire, libro di cui è coautore al fianco di Armando Castagno e Giampaolo Gravina. La scrittura segue questa riscoperta leggerezza del vino. Come un filo che trattiene nella narrazione calici e bottiglie. Il tratto sottile, lievemente incerto, poetico, ironico e leggero dei disegni di Olivastudio condensano egregiamente nel segno il senso del libro. E della scrittura – che si smarca dalla sacralità vacua della critica enologica, ma soprattutto ne rigetta l’approccio tassonomico. E torna alle origini. Recupera la lezione di Soldati restituendo al vino concretezza, contesto e paternità. Non vini orfani, apolidi, astratti, ma ben saldi nei loro territori e nella loro storia. Narrati con poche efficaci pennellate che suggeriscono, evocano, ammaliano e creano spunti per itinerari e curiosità. Una sorta di taccuino dei tre autori, di cui rimane una gradevole vocazione frammentaria in cui citazioni, richiami, impressioni costruiscono il racconto.
Unico piccolo neo nella strutturazione del volume che non ne inficia la piacevolezza è l’organizzazione che in parte sacrifica questo vagabondaggio a una suddivisione  secondo un viaggio prima nel mondo dei bianchi e poi in quello dei rossi coniugandolo con l’ordine geografico che in questo caso sarebbe stato meglio fosse criterio unico, lasciando alla grafica della pagina il compito di individuare il colore del vino.
Lontano dalla disposizione all’esaustività enciclopedica di alcune guide e soprattutto distante da punteggi e classifiche, Vini da scoprire riporta l’attenzione sull’assunzione del rischio che ogni buon critico dovrebbe conoscere.  Soprattutto il rischio di mettere in gioco una prospettiva critica lontana da quella dominante e in base ad essa il rischio e la gioia della scoperta.  I nostri tre autori ridanno  dignità a valori quali succosità e scorrevolezza e a un piacere del bere  legato al quotidiano che infrange il feticcio della degustazione in cui il vino mette in mostra la sua muscolarità:  “Guardare non tanto alla costruzione formale del vino, ma abitare le differenze legate ai luoghi e alle uve” ha sottolineato Gravina.
E non ultimo ritrovare il piacere della scrittura curata, ricercata, mai sciatta. Dove minimi segnali, singole parole, particolari vezzi linguistici tracciano lo scarto fa un autore e l’altro.

Un libro da leggere e da regalare che non discrimina: si tratta infatti di divagazioni enoiconarrative da cui anche la minoranza astemia (pur non approvando bisogna portare rispetto) può lasciarsi trasportare traendone massimo  godimento.

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imgresVini da scoprire
Armando Castagno, Giampaolo Gravina, Fabio Rizzari
Disegni Olivastudio
Giunti Editore
Pagg. 256
€ 18

 

 

 

 

 

 

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