Sebastiano e Antonio Gulino i custodi dell’Albanello di Siracusa

Ne hanno parlato: Epicarmo , Saverio Landolina Nava e Mario Soldati
Copertina Articolo graspo gulino

 

Albanello

Abbiamo scritto nell’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. del vitigno Albanello più suggestionati dalla sua incredibile storia che per averlo conosciuto e studiato direttamente.
Per questo era necessario incontrare dal vivo i suoi custodi nei suoi luoghi di origine caratterizzati da calcareniti argillose con qualche residuo di roccia di origine vulcanica, il tutto condito da una brezza marina costante che rende sopportabile anche temperature oggi sempre più importanti.
Siamo in Contrada Fanusa, nel comune di Siracusa, in un’antica masseria che risale alla fine del 1600 a pochi metri dal mare e dall’Arenella una delle spiagge più suggestive della Sicilia.
I custodi in questo caso sono, senza ombra di dubbio, Sebastiano ed Antonio Gulino, padre e figlio, impegnati nel conservare e valorizzare un patrimonio viticolo ed enologico che con alterne fortune caratterizza questo territorio dal 1793.

Sebastiano Gulino

Sebastiano è uomo di tempra e di cultura, si definisce otorinolaringoiatra e vignaiolo ma per come lo abbiamo conosciuto è una persona curiosa, gioiosa e gentile in grado di inquadrare in pochi minuti la storia di Siracusa e del suo comprensorio.
Una storia fatta di genio e di determinazione per trovare e gestire l’acqua, incredibilmente dolce a pochi metri da mare, con un acquedotto intra murario nel cuore dell’Ortigia.
Un genio che è poi stato replicato su tutto il comprensorio per farlo diventare successivamente uno dei territori più votati per la produzione di frutta e verdura.
Se la storia enologica di questa famiglia parte nel 1600 con una bottega di vino nel cuore dell’Ortigia il suo compimento lo vediamo oggi a Fanusa dove è finalmente tornata la vite, in circa 10 ettari, con i vitigni storici di questo areale come Nero d’Avola e Moscato di Siracusa che originano vini assolutamente da non perdere per comprendere le potenzialità di queste terre.
Ma il vero motivo della nostra presenza riguarda l’Albanello.
Sono numerosissimi i sinonimi che nel tempo sono stati dati a questo vitigno sicuramente identitario e rappresentativo della Sicilia, ci spiega con entusiasmo ed energia Sebastiano Gulino, lo ritroviamo infatti storicamente presente solo nel sud est della Sicilia, ma ha trovato la sua terra di elezione in particolare in provincia di Siracusa.
Non se ne conosce l’origine ma le numerose testimonianze storiche certificano la sua presenza sull’isola.
Di certo è che, nel V sec. a.C., il poeta siciliano Epicarmo, cantando nei suoi versi i vini siracusani, accanto al profumato Eloro e al dolcissimo Biblino, esaltava anche, “l’aristocratico Albanello”. Parole che ritornano, molti secoli dopo, nella descrizione di Saverio Landolina Nava.
Nella lunga dissertazione sul vino Pollio siracusano sotto forma di lettera, egli sostiene che l’Albanello fosse da preferire al Moscato perché più soave, privo di quella “grassa dolcezza” e “più fluido, brillante e delicato”.
Si spiega, così, perché fosse considerato un vitigno quasi leggendario, dalle misteriose origini ormai perse tra le ingarbugliate maglie del tempo.
Storicamente i vini Albanello più noti e apprezzati si producevano a Siracusa e a Floridia, ad Avola e anche a Noto ed erano anche molto costosi e difficili da reperire.

Mario Soldati conversa con Giovanni Bonvicini

Sebastiano rimarca come Mario Soldati, abile anche come giocatore di briscola, nel suo libro Vino al Vino, abbia certificato che questo comprensorio si qualifica per un asso ed un tre. E se il tre è il Moscato di Siracusa, l’asso è proprio l’Albanello.

Possiamo dire che il primo produttore di Albanello di cui si abbia notizia era la famiglia Landolina che, nel 1712, coltivava e vendemmiava uve di questo vitigno. Un’esperienza primordiale consolidatasi successivamente come Casa Vinicola Aretusa nel 1954 con la guida di Giovanni Bonvicini che può oggi essere considerato il profeta dell’Albanello.
Da ricordare poi un altro importante e storico produttore come la Cantina Sperimentale di Noto che tra altri bianchi lo imbottigliava in purezza negli anni ’50.

“L’Albanello è un vitigno dalle enormi potenzialità, evidenti già dalle sue caratteristiche ampelografiche – spiega Antonio Gulino – la pianta è forte e vigorosa, con foglie di media grandezza, i grappoli sono grandi e compatti, hanno una medio-bassa fertilità potenziale dei germogli e una buona e regolare produttività negli anni. Pur non essendo un vitigno particolarmente aromatico, come il Moscato, i vini che, nascono dall’Albanello, riescono a sviluppare nel tempo un peculiare bouquet di fragranze delicate e, allo stesso tempo, intense, capaci di catturare naso e bocca.
Non è, come qualcuno crede un vitigno fragile, anzi, ha acidità e struttura tali a permettergli una sfida sul fronte della longevità come pochi bianchi qui sull’isola. Un vitigno che ha una bella spina dorsale inesauribile da giovane e sorprendente quando più maturo.”


Cantine Gulino 1793
Via Daniele Impellizzeri 29
Fanusa
0931.721218 / 338 2999041
info@cantinegulino.it
cantinegulino.it

Photo Credits:
grappolo Albanello catalogoviti.politicheagricole.it
Foto: Gianmarco Guarise

Il viaggio continua…
graspo@carlozucchetti.it

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