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Il vino rosso elisir per gli astronauti su Marte

by • 23 luglio 2019 • Notizie, Senza categoriaComments (0)

Nel vino rosso “un elisir” che potrebbe aiutare gli astronauti su Marte. Questa curiosa ed insolita scoperta è stata fatta da alcuni ricercatori di Harvard secondo i quali il vino rosso sarebbe un ottimo alleato per proteggere massa e forza muscolare degli astronauti impegnati in Missione su Marte, perché contiene una sostanza il resveratrolo, che è un celebre fenolo, noto per le sue proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti, ed antidiabetiche, presente nella buccia dell’uva e del mirtillo. La Nasa calcola che il pianeta rosso è a circa 9 mesi dalla Terra e con le attuali tecnologie il viaggio verso Marte richiede circa sei mesi, durante i quali i muscoli e le ossa degli astronauti vanno incontro ad indebolimento, come hanno sperimentato gli astronauti dopo mesi passati in orbita sulla Stazione spaziale. “ Dopo sole 3 settimane nello spazio, il muscolo soleo umano si riduce di un terzo, accompagnato da una perdita di fibre muscolari a contrazione lenta, necessarie per la resistenza e la chiave per risolvere il problema potrebbe provenire proprio da strategie alimentari” ha affermato Marie Mortreux, autrice principale dello studio, finanziato dalla Nasa presso il laboratorio di Seward Rutkove al Beth Israel Deaconess Medical Center (Harvard Medical School).  Dallo studio infatti emerge che un aiuto concreto per consentire agli astronauti di operare in sicurezza nelle lunghe missioni su Marte potrebbe venire proprio dal resveratrolo: attraverso un studio su “ratti marziani” pubblicato su ‘Frontiers in Physiology’, si dimostra che il celebre fenolo presente nel vino rosso, preserva la massa muscolare e la forza nei ratti esposti agli effetti devastanti della gravità di Marte (grazie ad una simulazione). “Il resveratrolo – ha concluso  la ricercatrice – ha mostrato buoni risultati sui topi, promuovendo la crescita muscolare attraverso un aumento della sensibilità all’insulina, e pensiamo che una piccola dose quotidiana possa essere utile anche per gli astronauti”.

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