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Temperiamo? L’uovo di cioccolato e le matite colorate

by • 15 aprile 2017 • Le ricette con la toqueComments (0)

Dopo tutto quel tempo passato sul davanzale della finestra della cucina, trascorso a dormire nel portapenne, i colori e le matite sembravano impazzite! I legnetti vestiti d’Arcobaleno ballavano saltellando dandosi dei colpetti e lasciando segni sui vetri.

L’ultima volta che erano stati usati risaliva al giorno in cui erano venuti in visita Paolino è la sua mamma Patrizia. Urlando, il piccolo aveva preso Matita e intimato alle due donne che se volevano prendersi il caffè in pace, dovevano disegnare a turno una nave pirata che lui avrebbe colorato in silenzio. Per tutte le penne stilografiche del creato! Quel piccolo uomo era la vera incarnazione del Pirata dei Setti Mari! Sembrava avere un uncino al posto delle mani, tant’è che i colori cadevano continuamente dal tavolo. I superstiti venivano invece branditi a guisa di sciabola che fendevano il foglio tracciando solchi invece che tratti colorati. Le punte ormai rotte e consumate attendevano un opera di risistemazione: una bella temperata!  Purtroppo per loro, finito il caffè e le chiacchiere, nessuno si prese la briga di sistemare i colori che vennero riposti così, spuntati.

Il gran giorno però era arrivato! O almeno così credevano. La sera prima si era fatto un gran parlare di “temperare”. Luisa, al telefono con Patrizia, avvertiva l’amica che il giorno dopo avrebbe “temperato”. “Punte nuovi ragazzi” urlava Marrone Mattone. Il Toscano Rosso Terra di Siena ammoniva: “‘Un c’hai mica nulla da stare allegro! Come ti si punta ti si rispunta, cheddì!”. “Ooooh punta e spunta, punta e spunta! ma tu lo sai vedere per una volta il cielo a tinte Rosa? Si può essere Rossi di Terra e nel contempo così Grigi?” Rispose Marrone Mattone. Poco distante Cioccolato si scioglieva dalle risate “Si vede proprio che i colori non hanno orecchie! State lì a canticchiare come Giallo Canarino, pieni di Verde Speranza! Aprite gli occhi che non avete: vedete un temperino oppure un termometro?” Li interruppe il boy scout della cucina: “Qui di Temperino ci sono solo io! A lama multipla che si richiude alla base. Il meglio del meglio! Non mi metto certo a far punte ai pastelli io! Non confondiamo il Giallo col Rosso! Voi state parlando di termometri e casomai Temperamatite!!!” Si leva un altra voce dal cassetto “allora ci tengo a precisare, io sono Termometrodacioccolato, che, specifico, non ho nulla a che vedere col mio “cugino scemo” da temperatura corporea. Il poverino è limitato! Misura da 36° a 42°. Io invece vado da -20° a +50°”. Cioccolato rispondeva: “Non te la tirare tanto! Sempre “tarato” sei!”. Rosso Fuoco a cui tutte quelle sofisticate delucidazioni non interessavano, esordi “Ci manca solo Evidenziatore a sottolineare queste frivolezze! Insomma a noi ci fanno la punta o no!?”

La voce di Cioccolato si spense al caldo vapore che saliva dalla pentola. 17965406_10208745648107647_271336676_nIn un contenitore di alluminio Luisa lo accompagnava con una piccola frusta. Termometro inzuppato nello “squaglio” aveva cominciato il suo lavoro di misurazione. Cioccolato iniziava il temperaggio. I pastelli immobili seguivano il lavoro rassegnati.

Primo step: raggiungere i 50°. Nella breve attesa, appariva sul piano di acciaio (visto che di marmo non si poteva) una spatola. Secondo step: passare il cioccolato arrivato a 50° sulla superficie asciutta e pulita e spatolate per avviare il raffreddamento tra i 26° e i 28°. Terzo step: nuovamente il cioccolato a bagnomaria per scaldarsi e alzare la temperatura fino ai 31°.

Accurati si svolgevano tutti i passaggi. Fino allo step quarto in cui la cioccolata temperata si tuffava nello stampo. Non rimaneva che aspettare. Gli ovetti in forma dovevano solidificarsi. Intanto sul tavolo ripulito, anche i colori ricevevano la loro agognata temperata! Dopo tutti quegli equivoci e precisazioni, aveva avuto la meglio il buon umore di Verde Speranza. Bisognava fare una bella punta per disegnare e scrivere i foglietti da arrotolare ed inserire nei gusci.

Si è mai visto un uovo, seppur piccolino senza sorpresa? Giammai! Trascorso il tempo d’attesa si procedeva a sformare gli ovali cioccolatosi… se la fase di temperaggio non fosse riuscita quest’ultima operazione non sarebbe stata possibile. Luisa non lo aveva mai fatto… Quasi trattenendo il fiato, nel sentire lo “scolp” che designava la caduta del piccolo guscio integro sul tavolo, si mise a ballare e a lanciare in aria tutte le matite! Ecco ormai la festa di Pasqua era cominciata! Adesso con gli ovetti e i fogliettini saggi come sorpresa, erano finalmente pronti i regali per augurare:
Buona Pasqua a Tutti!17966014_10208745648667661_246480612_n

About Alessandra Di Tommaso

Se fosse un vino sarebbe un bianco vecchio ambrato, nel cibo un piatto di spaghetti con un filo di extravergine a crudo, nella vita un lago di interessi e un’infinita curiosità.

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