LAMPI_Claudia_Luciana

STORIE SENZA GLUTINE: La mia parte intollerante

by • 30 gennaio 2014 • Gustare, Storie senza glutineComments (0)

No, non è un romanzo intimista, né un nuovo programma della rete televisiva Real Time. La mia parte intollerante è lo shop bar dedicato a tutti coloro che hanno esigenze alimentari particolari, che aspira anche a diventare un polo culturale della città. Qui, in via Valle Piatta a Viterbo, incontro Claudia e Luciana, l’una intollerante a lievito e lattosio e l’altra celiaca, che sono le braccia e la mente, con ruoli intercambiabili, di questo posto. Quando entro, Claudia sta aggiornando i prezzi dei prodotti in vista dei saldi, mentre Luciana sorseggia una tisana profumata guardando la pioggia fuori dalla porta. Mi accolgono sorridenti nel locale: un ambiente concentrato e familiare, che dà tutta l’idea, quasi fosse una tana, di un luogo dove trovare calore e amicizia.

Come e quando avete iniziato quest’avventura senza glutine?

Claudia: Tre anni e mezzo fa abbiamo deciso di iniziare questo lavoro in proprio. Non è stato facile: due giovani imprenditrici che si affacciano sul mercato in una situazione di profonda crisi economica. È stata una guerra, ma avevamo una buona esperienza alle spalle: Luciana conosce a fondo il problema, visto che è celiaca, e io ho lavorato nel settore della ristorazione catering.

Luciana: Abbiamo trovato questo locale per fortuna dopo numerose difficoltà e non ci abbiamo pensato due volte.

Cosa vi ha spinto a intraprendere quest’attività?

Claudia: Volevamo metterci alla prova intraprendendo un’attività che avesse a che fare con la cultura.

Luciana: Inizialmente avevamo pensato a una libreria, ma poi abbiamo deciso di sfruttare la nostra esperienza per creare qualcosa di diverso, che non ci fosse a Viterbo.

La mia parte intollerante: di cosa si tratta esattamente?

Luciana: È uno shop bar gluten free, con menu esclusivamente senza glutine.

Claudia: Offriamo vari servizi nell’arco della giornata: caffetteria, sala da tè, aperitivi, panini, piadine, taglieri, piatti unici caldi e freddi senza glutine e per altre intolleranze alimentari.

Qual è il vostro cavallo di battaglia, quell’elemento per cui vale la pena venire?

Claudia: Cerchiamo di avere dei menu legati alla stagionalità, ma manteniamo comunque dei piatti fondamentali. Uno di questi è il couscous senza glutine, che piace a tutti, anche a chi non è allergico al glutine. Poi hanno grande successo anche delle salsine – mousse al formaggio e alla rucola – che spalmiamo sul pane senza glutine e serviamo durante l’aperitivo: ci è capitato spesso che ci chiedessero se le vendiamo!

Luciana: Oltre al cibo senza glutine la parte migliore di questo locale è l’aspetto culturale: organizziamo spesso serate musicali e ospitiamo mostre d’arte.

LAMPI_couscous

Il vostro segreto senza glutine?

Luciana: Non c’è un vero e proprio segreto; chi si rivolge al senza glutine per necessità, come me, deve provare in continuazione: con un po’ di pratica, non è così difficile cucinare senza glutine!

Claudia: Sicuramente l’inventiva è fondamentale per fare dei buoni piatti gluten free. Qui, per esempio, cerchiamo di cucinare dei piatti partendo sempre da ingredienti naturalmente privi di glutine, che ci permettono di offrire un prodotto a un costo inferiore e con un gusto migliore.

State facendo qualche esperimento in particolare ora?

Claudia: Pochi giorni fa ho fatto dei biscotti senza latte, che mi erano stati espressamente richiesti da una giovanissima mamma per il figlio.

Luciana: Però capita più spesso il contrario, cioè che siamo noi a preparare degli esperimenti e a farli assaggiare ai clienti!

Qual è la vostra interpretazione della qualità?

Luciana: Un cibo deve essere buono, ma anche bello da vedere, perché la qualità passa dalla vista e dal gusto. Variamo sempre l’offerta perché siamo legate alla stagionalità: d’inverno facciamo più zuppe, mentre d’estate più insalate. Poi stiamo attente a scegliere ingredienti a Km0 e biologici, laddove possibile.

Claudia: La qualità di un cibo senza glutine è data anche dalla sicurezza; siccome parliamo di salute, bisogna garantire la completa assenza degli elementi che danno fastidio: noi scegliamo con attenzione solo ingredienti gluten free, così riusciamo ad assicurare che non c’è stata contaminazione.

Quindi, nel vostro locale una persona celiaca può sentirsi libera di ordinare tutto quello che vuole?

Luciana: Certo! Vogliamo dimostrare al celiaco che qui può sentirsi tranquillo a ordinare qualsiasi cosa, senza bisogno di doversi e doverci informare o temendo la contaminazione.

Claudia: E non ci rivolgiamo solo alle persone allergiche al glutine: prepariamo anche piatti per intolleranti al lattosio o per chi non può mangiare uova… Il nostro locale è il ritrovo delle intolleranze alimentari!

Come viene percepita questo cibo da chi non ha intolleranze o allergie alimentari?

Claudia: Purtroppo c’è ancora molta ignoranza su questi argomenti: spesso ci capita di avere a che fare con delle persone che rifiutano a scatola chiusa i nostri piatti, solo perché sono fatti per essere adatti per intolleranti e allergici. Percepiamo spesso una vera paura nel cliente non allergico. Infatti, possiamo dire che le nostre competenze non si fermano a quelle delle bariste, ma facciamo anche un’opera d’informazione sul cibo e sulle intolleranze, perché sempre più raramente conosciamo quello che mangiamo, e di sensibilizzazione di un problema che è sempre più presente nella popolazione.

Luciana: All’inizio è stata veramente dura comunicare questa peculiarità e vincere la diffidenza. Poco alla volta ci siamo fatte conoscere e ora capita spesso che alcuni clienti, pur non essendo allergici al glutine, vengano per avere un pasto gluten free, perché hanno notato che si sentono meglio se diminuiscono l’apporto di questo elemento nella loro dieta.

Quali sono le soddisfazioni che vi ha riservato quest’attività?

Luciana: Abbiamo imparato a creare eventi. Io sono una persona timida, ma questo lavoro mi ha insegnato a essere più socievole e ad aprirmi con gli altri. Ho conosciuto molte persone interessanti e ho stretto rapporti che mi hanno regalato delle belle amicizie. Questo grazie sia all’atmosfera familiare, di cui siamo riuscite a pervadere il nostro locale, sia all’impegno nell’organizzazione di momenti culturali, anche molto diversi tra loro. Il pensiero di contribuire alla diffusione della cultura tra i giovani di Viterbo mi fa sentire bene.

Claudia: Siamo coscienti di essere nel pieno di un percorso di crescita, che ci sta regalando delle belle esperienze… Anche se la situazione economica non è delle migliori! (ride, n.d.a.)

Lampi_Ambiente

Quali sono le difficoltà che incontrate nello svolgere la vostra attività?

Claudia: Tutte quei piccoli ostacoli che non ti permettono di lavorare serenamente, come il vicinato poco tollerante, i ragazzini che lasciano cartacce e lattine fuori del nostro pianerottolo, l’eccessiva burocrazia, l’amministrazione cittadina che valorizza sempre le solite strade e dà poca attenzione alle attività che nascono.

Quali consigli dareste a chi si ritrova un celiaco a cena?

Claudia: Direi di aprire la mente e rivolgersi a quei prodotti che sono naturalmente privi di glutine, come la polenta.

Luciana: A volte la novità può spaventare, ma bisogna rincuorare le persone e farle rendere conto che non è vero che “una persona celiaca non può mangiare niente”, ma basta prendere coscienza del problema e focalizzarsi sugli alimenti adatti.

Qui i clienti allergici al glutine possono usare i buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine?

Luciana: Sì, abbiamo il permesso di ritirare i buoni. Ma per intraprendere questo tipo di attività dovremmo dedicare uno spazio maggiore allo shop e aumentare il numero di prodotti, a discapito del bar.

Claudia: Poi, per gestire un’attività del genere bisogna possedere una grande capacità di spesa iniziale, perché bisogna anticipare l’intera cifra e i rimborsi arrivano sempre in ritardo.

Prima di lasciarci, quali sono i prossimi appuntamenti culturali?

Luciana: Per il 14 febbraio abbiamo in programma la Merenda Clandestina, con due DJ che oltre a suonare dal vivo prepareranno l’aperitivo con una cucina-spettacolo; e il primo marzo suonerà il gruppo jazz The Blues Against Youth.

 

LAMPI_Logo_Piccolo     La mia parte intollerante – LaMPI
    Via Valle Piatta, 33/37 | Viterbo
    Tel. +39 0761 1987336
    Email: lamiaparteintollerantebar@gmail.com
    Facebook: Lamiaparteintollerante Bar

About Gaia Giannotti

Gastronomo per passione e professione. Ama osservare, conoscere e avvicinarsi alle persone, perché crede che tutto parta da lì. Ogni persona nasconde una bella storia da raccontare e qualcosa da insegnare. Curiosa e vivace, le piace imparare ed essere utile agli altri con quello che scopre giorno per giorno.

Lascia un commento

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, CONSULTA LA COOKIE POLICY. Cliccando sul pulsante \\\"Accetta i cookie\\\" acconsenti all’uso dei cookie. CONSULTA LA COOKIE POLICY | Accetto i cookie