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Slow Wine 2017, puntare sull’identità territoriale e su un’agricoltura virtuosa: le Chiocciole

by • 17 ottobre 2016 • Bere, Le Guide dei Vini 2017Comments (0)

Slow Wine 2017 . Storie di vita, vigne, vini d’Italia  rimodula i criteri di valutazione aderendo sempre di più ai valori di Slow Food. Presentata al Nuovo Teatro Verdi di Montecatini Terme, la guida mostra un sempre maggiore interesse verso l’approccio agronomico. I curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni infatti hanno sottolineato i nuovi parametri per l’assegnazione delle chiocciole e dei Vini Slow che sono riservati a chi ha abbandonato i diserbanti chimici in vigna. Senza voler diventare una guida ai vini biologici, Slow Wine evidenzia un cambiamento nel mondo del vino dove il biologico è in aumento. Altra novità di rilievo è l’ampliamento del territorio preso in considerazione: si supera il confine politico a favore del continuum geografico aprendo alle cantine slovene. Il sommario, infine, svela una nuova sezione, quella dedicata ai 100 migliori locali italiani dove bere Slow spizzicando piatti del territorio.

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Di fondo rimane forte l’interesse per identità e storia territoriale, come ha sottolineato Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia, durante la conferenza di presentazione:“Il mondo del vino può fare da apripista per tutta la nostra economia: il vino non ha ricetta, ma un territorio e dentro ogni bicchiere c’è la storia e l’identità di quel territorio. E questa è la formula vincente per promuovere e valorizzare la nostra produzione agroalimentare, che nell’identità può trovare la vera forza”. Il concetto è stato ripreso dai tre importatori chiamati a condividere con i produttori presenti al Teatro Verdi le strategie più appropriate per far apprezzare i vini italiani all’estero. «La Francia si contende con l’Italia il primato di maggiori produttori di vino» ha spiegato Bruno Colucci consulente agroalimentare & vino del gruppo Carniato Europe, in Francia: «Gelosa delle proprie eccellenze, difficilmente si apre al vino italiano. Considerate che l’80% dei vini stranieri sono distribuiti dalla Gdo, e qui l’Italia, con i suoi 11 milioni di euro di venduto, arranca dietro Spagna, che vende per 35 milioni di euro, e Portogallo. C’è quindi un margine di progressione enorme. Dobbiamo puntare sul commercio di prossimità: le piccole enoteche, le botteghe alimentari.” Se con i Cugini d’Oltralpe c’è un problema di competizione e di distribuzione, con la Cina la questione è ancora più complessa. Il Gigante d’Oriente infatti ignora la produzione italiana come ha rimarcato Alessandro Mugnaioli, sales Advisor Yishang Wine Business Consulting Co.Ltd. A questo si aggiunga che “prima di noi arrivano Australia, Chile e Spagna. Questo anche perché con Australia, Nuova Zelanda e Cile la Cina ha un accordo commerciale che abolisce i dazi”. Notizie più gratificanti arrivano da Oltreoceano, ma come suggeriscono Iacopo Di Teodoro NYC, Italian Portfolio Manager, Artisanal Cellars e Giuseppe LoCascio fine Wine Sales and Marketing Consultant, US, non bisogna sedersi sugli allori: «Negli States si consumano 340 milioni di casse da nove litri di vino (12 bottiglie) all’anno. Nel 2015, il consumo pro capite è stato di 15 bottiglie. Di questi, due terzi è prodotto domestico, soprattutto californiano. Nel terzo che rimane l’Italia se la gioca con tutti gli altri. Al momento siamo in testa, ma non con un margine altissimo: nove milioni di casse nei primi 4 mesi del 2016, che significa che un terzo di vino importato è italiano. Se poi guardiamo nello specifico i vini mossi, i nostri rappresentano praticamente i 2/3 delle importazioni a stelle e strisce. Ma questo non ci deve rassicurare. Il mercato statunitense è molto variegato e oggi dominato dai millennials: curiosi sì, ma poco dediti all’approfondimento, rincorrono soprattutto le novità. Quindi il miglior suggerimento che possiamo dare è quello di comunicare con grande chiarezza, di dare tutte le informazioni possibili a partire dall’etichetta” puntando anche sulle certificazioni, considerato l’orientamento del mercato verso le produzioni biologiche e i vini naturali.img_5707

Le Chiocciole

Abruzzo e Molise
Cataldi Madonna
Cirelli
Emidio Pepe
Praesidium
Torre dei Beati
Valentini
Valle Reale

Alto Adige
Alois Lageder
Cantina Terlano
Kuenhof – Peter Pliger
Manincor
Nusserhof – Heinrich Mayr
Pranzegg – Martin Gojer
Unterortl – Castel Juval

Basilicata
Cantine del Notaio
Musto Carmelitano

Calabria
‘A Vita
Sergio Arcuri

Campania
Antonio Caggiano
Ciro Picariello
Colli di Lapio
Contrada Salandra
Contrade di Taurasi
Fontanavecchia
Luigi Tecce
Maffini
San Giovanni
Tenuta San Francesco

Emilia-Romagna
Camillo Donati
Gradizzolo – Ognibene
Paolo Francesconi
Vigne dei Boschi
Villa Papiano
Villa Venti
Vittorio Graziano

Friuli Venezia Giulia
Borgo San Daniele
Damijan Podversic
Edi Keber
Gravner
I Clivi
La Castellada
Le Due Terre
Meroi
Miani
Ronco del Gnemiz
Ronco Severo
Simon di Brazzan
Skerk
Skerlj
Vignai da Duline
Zidarich

Slovenia
Burja
Guerila
Klinec
Marko Fon

Lazio
Casale della Ioria
Marco Carpineti
Sergio Mottura

Liguria
Cascina delle Terre Rosse
Maria Donata Bianchi
Santa Caterina
Walter De Battè

Lombardia
Agnes
Andrea Picchioni
Ar.Pe.Pe.
Barone Pizzini
Calatroni
Cavalleri
Dirupi
La Costa
Togni Rebaioli

Marche
Andrea Felici
Aurora
Bucci
Collestefano
Fattoria San Lorenzo
La Staffa
Le Caniette
Pievalta

Piemonte
Alessandria Fratelli
Anna Maria Abbona
Antichi Vigneti di Cantalupo
Brovia
Ca’ del Baio
Carussin
Cascina Ca’ Rossa
Cascina Corte
Cavallotto Fratelli
Conterno Fantino
Dacapo
Pira & Figli – Chiara Boschis
Elio Altare
Elio Grasso
Elvio Cogno
Fiorenzo Nada
G.D. Vajra
Giacomo Brezza & Figli
Giuseppe Rinaldi
Iuli
Le Piane
Luigi Spertino
Mossio Fratelli
Pecchenino
Piero Busso
Roagna – I Paglieri
San Fereolo
Serafino Rivella
Sottimano
Vigneti Massa

Puglia
Attanasio
d’Araprì
Giancarlo Ceci
Gianfranco Fino
Morella
Paolo Petrilli
Polvanera
Severino Garofano Vigneti e Cantine
Vallone

Sardegna
Giovanni Montisci
Giuseppe Sedilesu

Sicilia
Arianna Occhipinti
Barraco
Castellucci Miano
Cos
Ferrandes
Frank Cornelissen
Girolamo Russo
Graci
I Vigneri
Marco De Bartoli
Tenuta delle Terre Nere
Valdibella

Toscana
Antonio Camillo
Badia a Coltibuono
Baricci
Boscarelli
Caiarossa
Caparsa
Castello dei Rampolla
Corzano e Paterno
Fabbrica di San Martino
Fattoi
Fattoria di Bacchereto Terre a Mano
Fattoria Selvapiana
Fontodi
Frascole
I Luoghi
I Mandorli
Il Paradiso di Manfredi
Isole e Olena
Le Chiuse
Le Cinciole
Montenidoli
Monteraponi
Montevertine
Podere Concori
Poderi Sanguineto I e II
Riecine
Salustri
Stefano Amerighi
Tenuta di Valgiano
Val delle Corti

Trentino
Eugenio Rosi
Foradori
Francesco Poli
Maso Furli
Pojer & Sandri
Redondel
Vignaiolo Fanti

Umbria
Adanti
Antonelli San Marco
Barberani – Vallesanta
Fattoria Colleallodole
Palazzone
Paolo Bea
Tabarrini

Valle d’Aosta
La Vrille
Les Granges

Veneto
Bele Casel
Ca’ dei Zago
Casa Coste Piane
Corte Sant’Alda
Il Filò Delle Vigne
La Biancara
Le Fraghe
Leonildo Pieropan
Monte dall’Ora
Monte dei Ragni
Monte Santoccio – Nicola Ferrari
Prà
Silvano Follador
Sorelle Bronca
Vigneto Due Santi

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SLOW WINE 2017
Curatori: Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni
Ottobre 2016
Slow Food Editore
Pagine 1120
Prezzo al pubblico: 24,00 €
Prezzo online: 18,00 €
Prezzo soci Slow Food: 16,80 €

 

 

I numeri di Slow Wine 2017:
1943 cantine
193 chiocciole
169 bottiglie
118 monete
24.000 vini degustati
265 vini Slow
157 Grandi Vini
238 Vini Quotidiani
502 cantine che offrono possibilità di ospitalità e ristoro

 

 

About Francesca Mordacchini Alfani

Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici, ha la passione tra l’altro per fumetti, serie tv, lettura e scrittura. Proviene dal mondo editoriale, si è occupata di guide di cucina, ama la grafica e l’impaginazione e per motivi familiari ha da sempre un profondo legame con il mondo agricolo.

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