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Arte della cucina e cucina dell’arte al Ristorante La Posta di La Spezia

by • 8 marzo 2016 • Sapesse ContessaComments (0)

la posta carlo claudio alessandra

Carlo Zucchetti, con Claudio e Alessandra Mazzoni

La Spezia la conosco appena, mi era capitato, tempo fa, di andare al CAMeC (Centro d’Arte Moderna e Contemporanea) a vedere la mostra di Mauro Manfredi La parola totale. Ricordo poco della città, se non degli alti palazzi senza personalità e strade ampie: una città titanica. Da qualche anno ci si torna con regolarità per chiudere Terre di Toscana, la bella manifestazione di AcquaBuona che si tiene al Lido di Camaiore. L’idea di cenare a La Posta, nel capoluogo ligure, è venuta a Carlo Zucchetti, tre anni orsono, contando sulla complice amicizia di Alessandro Mori (Il Marroneto). La distanza non è eccessiva, perché La Spezia scivola dentro quella cerniera tra Liguria e Toscana che è la Lunigiana. Un’ottima occasione dunque per rivedere e salutare l’amico Claudio Mazzoni, conosciuto da Carlo a Tirreno CD, una delle tante fortunate manifestazioni organizzate da Luigi Cremona insieme all’inseparabile Lorenza vitali e a Maria Pranzo, all’epoca sua collaboratrice oggi bella penna gastronomica di Food24 del Sole 24Ore. Così la città ligure è diventata una meta tradizionale e nel mio immaginario si è ristretta a una grande piazza e a una strada non troppo illuminata, via don Minzoni, su cui si distingue la cappottina crema con l’elegante scritta del ristorante La Posta. Dietro quelle vetrate satinate si apre il mondo ospitale e creativo di Claudio e Alessandra Mazzoni. La porta è un vero e proprio varco, un passaggio verso un luogo altro dove la regola è la ricerca dell’armonia e della piacevolezza. Uno spazio dove le opere d’arte contemporanea dialogano con accenti accesi e avvolgenti con i pezzi d’antiquariato, dove i tavoli apparecchiati con sobria eleganza si inseriscono senza disturbare creando un ambiente familiare e al tempo stesso seducente.

la posta tavoliL’occhio non si stanca mai di cercare nuovi particolari, opere meno prepotenti che si confondono con l’arredamento per colpire più lentamente, con un messaggio estetico ancora più forte. Come i cavalli a dondolo rossi di Giuliano Tomaini ripetuti in serie a formare la struttura dei separè o i versi tratti da Le cygne di Baudelaire riportati su un cartone dedicato alla velocità di cambiamento della città. E ogni volta che si torna si notano le differenze, quadri che non ci sono più e hanno fatto spazio ad altri, nuove opere che modificano il volto di un angolo o di un mobile. Dietro a tutto c’è il gusto e la sensibilità artistica di Claudio e l’amicizia che lo lega agli artisti spezzini e non. E anche questo fa parte del suo modo di intendere la ristorazione la posta interno(e la vita) come bien vivre: “Ho sempre pensato che un ristorante è fatto per il 50% dalla cucina e per l’altro 50% dal benessere che bisogna creare in sala. Lo ripeto sempre ai ragazzi che lavorano qui, il nostro mestiere consiste nel “costruire” armonia e piacere. In sala bisogna procedere adagio e sempre sorridenti, non è necessario correre per trasmettere un falso senso di efficienza, perché l’unica cosa che si comunica è un nervosismo che contagia l’ospite impedendogli di godere appieno di una tranquilla serata”. Grande professionalità e grande personalità, Claudio è un po’ come Edward Bloom di Big Fish. la Posta Claudio Mazzoni e le aragosteHa dalla sua un potere immenso, quello del racconto. Come tutti gli uomini di mare a partire da Ulisse, le sue parole si allacciano magicamente in storie che incantano e fanno sorridere. Può partire da un ingrediente o dalla descrizione di un piatto e con la stessa abilità con cui ha costruito intorno a te un angolo di paradiso, ti trasporta in mezzo al mare, ne evoca profumi e narrazioni, gli schiamazzi marinari, la fatica, la lontananza, la necessità che hanno portato attraverso aggiustamenti e interpretazioni quella ricetta sul tuo tavolo, come nel caso La Posta - piattodel Cappon Magro. “Il mio lavoro è anche questo, raccontare storie”. E lui di storie da raccontare ne ha tante, a partire dalla sua “Portavo navi fino al 77, ero ufficiale della Marina, poi ho smesso. Ero disorientato. Una sera del ’79, la moglie del proprietario di un locale che frequentavo si sentì male, l’accompagnai a casa e tornai per dare una mano al mio amico, così sono entrato nel mondo della ristorazione. È stata una scelta, non mi viene da una tradizione familiare. Ho comprato La Lanterna, il locale dove avevo iniziato. Era una pizzeria, facevamo 500-600 coperti a notte. Il cuoco era francese, l’avevo conosciuto a una stazione di servizio. Prima lavorava al Savoy di Londra”. E la storia che c’è dietro a quello che è diventato poi  Jacque la scaloppe è una delle tente che dovrete farvi raccontare _MG_9012da Claudio in persona. “Poi ho venduto. Ho avuto in seguito una sala biliardo e infine un bar. Un bel bar. Era il 1989 e portavo l’esperienza dei locali che avevo visto in Argentina, facevamo dei piatti semplici per il pranzo. Avevo preso anche la licenza per il ristorante per poterlo fare. Fu un successo. Poi mi capitò una buona offerta e vendetti”. Claudio non si accomoda sul successo e come per le opere d’arte non sviluppa quell’attaccamento materiale alle cose, la sua visione del mondo è la continua ricerca del bello e del buono. “È stato a questo punto che hai aperto il famoso Quinto Chilometro alla Stazione di Sosta ?” chiede Carlo “Ancora oggi se faccio il tuo nome, mi citano questo tuo locale in collina. Cucina completamente diversa, ma stessi principi e stesso stile, tranne che per il bere. Come era nato e perché si è concluso quel progetto?”

“Era un locale strepitoso, tutto incentrato sulla carne. Disossavo un prosciutto al giorno e facevo 30 kg di fiorentina. Soldi ne entravano a valanga. Erano gli anni ’80, gli anni del Cristal che vendevo e bevevo a fiumi. Poi a fine  anni ’90 scoppiò il panico Mucca Pazza e  fui costretto a vendere. Da lì ho cominciato a interessarmi anche ai vini in maniera diversa, cercare nuovi produttori e le migliori espressioni territoriali come i nostri Vermentini, Bosoni, Terenzuola e tanti altri” colli di luni lunae bosoniClaudio è un vero amante della vita, un sognatore generoso che vive come chi non ha nulla perdere. Ha una capacità inesauribile di trovare nuova linfa così come le sue storie. E questo vale anche per la cucina. Così è la posta pescenato La Posta, il 1°marzo 2007. Viaggiatore del gusto, moderno Odisseo spinto dalla forza vitale della conoscenza gastronomica, Claudio parte alla scoperta di produzioni di nicchia, esplora il territorio con i sensi allertati a individuare materie prime di altissima qualità, perlustra i luoghi deputati alla vendita sapendo scegliere perché dalla sua ha una lunga esperienza e una grande passione. la Posta Claudio Mazzoni e le aragoste la posta Pasquale PaceI clienti si affidano alle sue competenze e si lasciano sedurre da quei meravigliosi piatti di crudo dove campeggiano gamberi viola e scampi, si fanno trasportare in mare aperto nelle delicate e rispettose cotture di orate e spigole, nelle fritture croccanti di moscardini, nei Cappellacci di spigola al nero con capesante e bottarga di muggine di Cabras o nelle Acciughe di Monterosso con reinterpretazione delle gallette del marinaio.

la posta cucina

la posta alessandra mazzoniÈ la moglie Alessandra che in cucina accoglie e raccoglie i prodotti elaborandoli con rigorosa semplicità, con attento riguardo per esaltarne i sapori. Anche lei proviene da un altro mondo, quello della danza prima e delle composizioni floreali poi. Ma sempre di grande forza creativa si tratta, quella stessa che mette nei piatti. “Mi piace molto cucinare è una passione che mi hanno trasmesso in famiglia” ci racconta. Ha mantenuto la composta eleganza della ballerina e una riservatezza che ne aumenta il fascino “Avevo una nonna ligure e una emiliana sposata con un toscano per cui avevo un ampio panorama culinario su cui spaziare. La cucina per me è accostamento di sapori e mi viene naturale trovare nuovi abbinamenti. Condivido il pensiero di mio marito incentrato sulla ricerca di materie prime di qualità e fresche del territorio. Claudio ama scoprire i prodotti del luogo e comprarli anche quando ci capita di girare per l’Italia. La nostra cucina parte dalla conoscenza e dalla curiosità. IMG_4098Abbiamo la fortuna di vivere in un luogo, la Liguria che propone una cucina salutare, un profumato e gustoso compendio di terra e mare”.

la posta pasquale2E anche quest’anno Terre di Toscana si è conclusa a La Spezia in un trionfo di pesce, di storie incredibili e di amicizia, insieme al Gourmet Errante Pasquale Pace, lamentando l’assenza giustificata da stanchezza  di Alessandro  Mori e Francesca Giambruni .

la posta 2016

da destra: Claudio e Alessandra Mazzoni, Carlo Zucchetti, Pasquale Pace, Francesca Mordacchini Alfani

Ristorante La Posta

 Via Don Minzoni, 24 – 19121 La Spezia (SP) – Italia

Tel. +39 0187 760437  – Cell. +39 360 587014  Fax. +39 0187 760437

info@lapostadiclaudio.com

www.lapostadiclaudio.com

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About Francesca Mordacchini Alfani

Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici, ha la passione tra l’altro per fumetti, serie tv, lettura e scrittura. Proviene dal mondo editoriale, si è occupata di guide di cucina, ama la grafica e l’impaginazione e per motivi familiari ha da sempre un profondo legame con il mondo agricolo.

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