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Poggio Grande. Nella Val d’Orcia fra vino e cavalli da Palio

by • 17 agosto 2016 • Sapesse ContessaComments (0)

Raggiungere la Val d’Orcia, per chi abita nell’alta Tuscia, non è un’impresa titanica. Bisogna passare per Radicofani perché la Cassia è ancora interrotta, ma si tratta pur sempre di poco più di un’ora di macchina.
Piacevole.
Dalle aguzze scontrosità dei calanchi si passa alla gentilezza rotondeggiante dei poggi argillosi che avvolgono lo sguardo in una pacata dolcezza. I seminativi che disegnano con variazioni di tono lo scacchiere vegetazionale accentuano il profilo levigato delle colline. Spazi ampi,  interrotti di tanto in tanto da file di alberi che sottolineano il tracciato dei compluvi. Passare da qui è come rivedere un vecchio amico, sentirsi rassicurati nel riconoscerne i tratti e nel carpirne immediatamente i cambiamenti.
poggio grandeArriviamo a San Quirico quando il sole si diverte a replicare  il mondo su carta carbone.
Un ragazzo seduto su una panchina è intento a digitare sul suo smartphone, più avanti due signore in bicicletta pedalano guardando il cielo.
Accostiamo per capire come raggiungere l’azienda Poggio Grande.
Il navigatore non sembra avere le idee chiare. Bisogna ricorrere ad altri mezzi.
Chiamiamo.
Ci dicono di seguire le indicazioni per Ripa d’Orcia e per il Castello di Ripa. A sinistra.
La strada sale.
Diventa bianca.
poggio grande paesaggioCampi a seminativi, e più radi gli oliveti, si intravedono tra le maglie larghe della rete di roverella, cerri e pero selvatico che delimita la via.
Siamo in una terra di santi, peccatori, pellegrini, viaggiatori e viandanti. Una terra di passaggi.
Da qui  la Francigena si allunga verso la Tuscia per arrivare a Roma. Ma questa è anche una terra calda, sobollente di acque termali. Bagni Vignone è proprio dietro l’angolo. Castiglione d’Orcia, dove insiste l’azienda è uno dei cinque comuni della Val d’Orcia, patrimonio dell’ Unesco dal 2004. Facile intuire che da queste parti turisti e visitatori non mancano. Tanto che Poggio Grande vende  l’80% del vino in azienda.
poggio grande lzFino alla fine degli anni ’80, però  la vite era solo una coltura marginale per l’azienda, pochi filari per autoconsumo. Luca Zamperini, il proprietario, ci ha messo un po’ a scoprire la sua passione per la viticoltura. “Da piccolo odiavo questo posto. Qui non c’era nulla, né luce, né acqua. Mio nonno mi faceva fare il lume con il candelo per dare da mangiare alle chianine e agli ovini.- ci racconta con una gentile inflessione toscana– L’azienda aveva un aspetto diverso. Era indirizzata all’allevamento e alla coltura di cereali. Quando ho cominciato a lavorare ho scelto di farlo fuori, prima come bagnino a Bagni Vignone e poi come portiere in alberghi della zona”. Come spesso succede, si nasce in un posto, ma c’è bisogno di allontanarsene per apprezzarlo fino in fondo e vederne con chiarezza le vere potenzialità. È stata la passione per i cavalli che ha riportato Luca in campagna. Con Siena a un passo, non si può certo trascurare la febbre da Palio che non significa solo emozione della Corsa, ma vivere l’evento tutto l’anno. Soprattutto vivere i cavalli, l’allevamento, la preparazione.
poggio grande cz e lzCosì Luca, che condivide la passione per i nobili quadrupedi con la madre, inizia a tornare in azienda e comincia anche ad appassionarsi di viticoltura. “Pian piano mi sono reso conto che  occuparmi delle vigne era un piacere per cui non sentivo stanchezza. Anche dopo una giornata di lavoro fuori, tornare qui mi divertiva, avevo voglia di sperimentare.” dice sorridendo con il suo sorriso buono e disarmante. “Ho cominciato con due barrique e un contenitore in acciaio, era il 1988. Prima ho iniziato con la damigiana, cercavo il confronto, facevo assaggiare il vino a persone del settore. Poi nel 1999 la prima bottiglia.  I clienti degli alberghi in cui lavoravo lo apprezzavano e quello è stato un grande incentivo. Ma volevo fare le cose per bene, ho fatto fare le analisi dei terreni per capire cosa piantare.” aggiunge con naturalezza. Con i modi semplici di chi sa quello che vuole. Con la franchezza di chi ha fermezza e pazienza necessarie per arrivare.
“La scelta dei vitigni come è avvenuta?” chiede Carlo, mentre il cielo rumoreggia e si incupisce.
“Mi ha aiutato in parte Alessandro Dondi un amico, ma il Syraz è una scelta unicamente mia, portata avanti contro il parere di tutti. Alla fine ho avuto ragione. Ho fatto un nuovo impianto con il clone 174 che viene dalla Francia e il vino uscirà nel 2017. Il terreno qui cambia in continuazione, tanto che la mia vigna la chiamo “l’arlecchino,”: su quattro appezzamenti ho 3 esposizioni diverse con cui giocare e si passa dal galestro al calcare alla terra rossa e grassa. Seguendo la vocazione del terreno  ho alternato cabernet sauvignon, merlot e poi Marsanne e poggio grande terreni poggio grande uva bianca poggio grande terreni2Roussanne, due vitigni tipici della Valle del Rodano, quelli che danno vita al Tagete. Al Sangiovese Grosso è dedicata la parte a galestro. Considerate che siamo fuori dalla DOC del Brunello di Montalcino per poche centinaia di metri”.
“Qui invece avete l’Orcia DOC e il consorzio nato per promuoverla”–dice Carlo–  “Tra l’altro L’Orcia Wine Festival è una manifestazione davvero ben organizzata e con tante potenzialità di crescita”. L’Orcia è una D.O.C. ancora giovane. Nata il14 febbraio 2000  comprende le varietà Orcia ottenute da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva” e le tipologie Bianco, Rosato e Vin Santo. Riguarda la provincia di Siena e comprende i terreni dei comuni di Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Buonconvento, Trequanda; e parte del territorio dei comuni di Abbadia S. Salvatore, Chianciano, Montalcino, Sarteano, San Casciano Bagni e Torrita di Siena. Una produzione di 240.000 bottiglie all’anno e un Consorzio che conta 41 aziende associate.
poggio grande bicchiere“Sì,  stiamo provando a dare risalto a questo territorio che soffre ovviamente la vicinanza di due grandi denominazioni: Brunello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano.” Risponde Luca.
IL cielo intanto è diventato scuro, carico di pioggia, ci affrettiamo ad andare nel vigneto. Mentre camminiamo tra i filari che tentano invano di nascondere i grappoli, Luca ci parla dei progetti in corso. Il più importante è l’entrata in azienda della figlia maggiore, Giulitta. Noi l’abbiamo vista all’opera all’ultima edizione dell’Orcia Wine Festival, sicura e sorridente nella postazione di Poggio Grande. “Mi stupisce la sua passione per il mondo enologico, la sua memoria gustativa e la finezza del suo palato. – dice Luca – Per ora Giulitta si occupa della promozione aziendale, sta curando le nuove etichette, il nuovo sito, ma già lavora al suo primo vino. Con lei abbiamo pensato ad un ampliamento e a una ristrutturazione della cantina, con una nuova e più ampia sala di degustazione. E poi abbiamo pensato dare più spazio all’olio. Adesso dai nostri olivi di varietà Correggiolo, Leccino, Oriolo, Moraiolo, Impollinatore ricaviamo un olio che incontra i gusti dei clienti e abbiamo sempre più richieste. Così  è arrivato il momento di pensare a un piccolo frantoio aziendale”.

poggio grande pioggiaIl cielo intanto  è diventato grigio chiaro con poggio grande uvasfumature sempre più scure all’orizzonte dove   si addensa  un cumulo di pioggia trattenuta a stento. C’è una luce particolare che esalta i contrasti e svela le macchie scure dei primi acini già avviati alla maturazione.

Poggio Grande fa parte de I Vini del Barbarossa, la manifestazione  che porta nel Centro Storico di Acquapendente  le cantine dei luoghi interessati dal passaggio dell’Imperatore durante le sue varie spedizioni in Italia.

E’ possibile visitare l’Azienda in tutti i giorni dell’anno.

Poggio Grande
Podere Poggio Grande, 11
Castiglione d’Orcia
Tel.  0577 213424
Cel. 334 4918049

info@aziendapoggiogrande.it

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Per gruppi superiori ad otto persone è richiesta la Prenotazione.
Potete anche fare una merenda in azienda con 
i vini, l’olio e salumi, le conserve sott’olio e le marmellate fatte in casa con la frutta di fattoria.

I VINI

Orcia Rosato D.O.C.

Tagete I.G.T. Toscana Bianco (Marsanne, Roussanne)

Piano I.G.T. Toscana rosso (Sangiovese, Syrah,  Cabernet Sauvignon)

Orcia Rosso D.O.C. Scorbutico (Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon)

Orcia Sangiovese  D.O.C. Sesterzo (Sangiovese grosso)

Cabernet Sauvignon I.G.T. Toscana rosso

Syrah I.G.T. Toscana rosso

About Francesca Mordacchini Alfani

Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici, ha la passione tra l’altro per fumetti, serie tv, lettura e scrittura. Proviene dal mondo editoriale, si è occupata di guide di cucina, ama la grafica e l’impaginazione e per motivi familiari ha da sempre un profondo legame con il mondo agricolo.

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