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Leonildo Pieropan: avventure di un vignaiolo di Soave

by • 22 aprile 2016 • Sapesse ContessaComments (0)

 

soave alberiÈ fine gennaio. Una di quelle giornate in cui la luce ancora fredda aumenta d’intensità e sovraespone le cose, congelandole in una fissità invernale. Fuori dalle mura turrite di Soave, i rami ancora spogli degli alberi disegnano nella bianca e umida atmosfera una fitta rete di segni tutta da decifrare. Qualcuno passa in bicicletta. pieropan stradaQualcun altro a piedi. L’insegna in ferro di Pieropan, graziosamente abbinata al lampione, si protrae discreta dalle quattrocentesche mura di Palazzo Pullici a richiamare l’attenzione del passante. E la nostra. Abbiamo oltrepassato quella soglia con la consapevolezza di entrare nella storia recente del Soave e della sua riscoperta. Le vicende in questione sono legate a Leonildo Pieropan, nipote di un altro Leonildo Pieropan, medico di Soave, che nel lontano 1880 si era appassionato alla viticoltura e aveva fondato l’azienda lasciata poi ai figli Fausto e Gustavo. I due fratelli molto uniti, erano vissuti a lungo da soli in un ambiente fermo e ancorato a consolidate abitudini. Quando Fausto, non più giovanissimo decise di sposarsi, si trasferì con la moglie a Verona.

pieropan entrataÈ nella città scaligera che nasce Leonildo. Con il padre torna spesso dallo zio Gustavo e impara a conoscere e amare quel territorio di Soave a cui legherà indissolubilmente il suo destino. Ama quel lavoro che lo porta a camminare tra le viti a pergola veronese in un paesaggio dolce, puntellato di pievi e castelli. Ma farsi spazio in questo mondo statico, poco incline al cambiamento, saldamente attaccato a modi di produzione e di vinificazione individuati dalla consuetudine, non è facile. Leonildo non si scoraggia. La sua indole pacata, ma inarrestabile lo aiuta a superare le barriere della diffidenza e inizia ad apportare innovazioni in vigna e in cantina. Acquisire credibilità all’inizio è dura, per scardinare impostazioni cementate è indispensabile poter confidare in una visione chiara e avere l’ostinazione necessaria per perseguirla. Lui crede molto in quel vitigno rigoglioso che dà un vino dal nome lieve e seducente, ma sa che è necessario concedere tempo di maturazione ad entrambi per poter avere risultati importanti.La Garganega infatti è una delle varietà dal ciclo vegetativo più lungo tra i vitigni a bacca bianca, arrivando alla raccolta anche a fine ottobre. Leonildo PieropanEsuberante nel portamento, non ama i tagli e predilige le potature lunghe. Leonildo osserva, studia e si appassiona sempre di più al Soave fino a diventarne uno dei maggiori interpreti.

“Abbiamo un’espressione di territorialità unica al mondo che merita il perseguimento di tre elementi fondamentali qualità, costanza e chiarezza.” Il tono di voce garbato sostiene la sua visione cristallina, lungimirante “Abbiamo dimostrato che esiste un Soave di grande qualità, è necessario dunque credere e crescere nel Soave”. Il sorriso delicato amplifica la limpida determinazione di chi è rimasto sempre fedele alla propria idea di vino e di territorio.pieropan bottiglie varie

“La scelta di puntare sui cru, la centralità del lavoro in vigna, la decisione di convertire l’azienda in biologico, il rinnovamento dei processi di vinificazione hanno portato Pieropan alla definizione di uno stile unico e riconoscibile. Il Soave, grazie a te, e ad altri produttori che hanno deciso di lavorare sulla qualità, ha riconquistato un posto di tutto rispetto tra i vini italiani.

carlo e leo

Carlo Zucchetti e Leonildo Pieropan

Anche il lavoro di promozione che si sta facendo sta dando i suoi frutti. Il Soave è conosciuto e apprezzato all’estero e ha una buona commercializzazione. Cosa si può fare ancora secondo te?” chiede Carlo, mentre nel calice le sfumature dorate del Calvarino giocano con la luce.

“Il Soave ha bisogno di tempo, è un vino longevo a cui farebbe bene restare un anno in più in cantina. È importante dare valore al vino e al territorio ed essere onesti con il consumatore. Il miglioramento della redditività deve essere legata alla qualità e per poterla ottenere nel futuro, bisogna fare qualche sacrificio nel presente”. Leonildo ha sempre creduto nella capacità di evoluzione del Soave. E a buon ragione ripensando a una bellissima degustazione sui bianchi da invecchiamento guidata da Sandro Sangiorgi, direttore di Porthos,  fatta a Civitella d’Agliano nel 2012 in cui era presente il Soave Classico DOC 1989 Pieropan.pieropan soave

Alla pacatezza di Leonildo fa da contraltare la travolgente energia della moglie Teresita: “Quando abbiamo iniziato, l’abbiamo fatto con la convinzione che si poteva cambiare, si poteva cercare la qualità e dare un nuovo impulso a una zona fortemente vocata e dalle grandi potenzialità.”

In un angolo della sala degustazione, ci sono tre cassette che mostrano la natura dei terreni dei principali appezzamenti. Vulcanico, ricco di basalti e tufi è il Calvarino acquistato nel 1901, mentre è di pieropan terreninatura calcarea il terreno che ospita i vigneti de La Rocca.

“L’azienda Pieropan non è solo Soave…” dice Carlo proprio mentre sul tavolo compare una bottiglia di Ruberpan.

“Nel 2002 abbiamo acquistato a Tregnago, in Valpolicella, Villa Pellegrini Cipolla, una dimora storica del XV secolo compresa tra le Ville Venete. Intorno c’è il vigneto. Volevamo ampliare la nostra gamma dei vini con i rossi veronesi. E abbiamo realizzato una cantina sotterranea a impatto visivo zero.

pieropan co moglie

Teresita e Leonildo Pieropan

Siamo entrati nella DOC perché ci sembra che sia garanzia d’espressione della Valpolicella, anche se non condivido l’esistenza del Ripasso.” Dice Leonildo, e Teresita aggiunge: “Dal ’70 al ’90 abbiamo risistemato l’azienda di famiglia. Poi ogni anno abbiamo fatto un investimento e siamo cresciuti, piano piano.  Abbiamo acquistato a Tregnago, realizzato la cantina e ora è in corso d’opera la ristrutturazione della Villa per l’accoglienza. pieropan-viniInoltre  stiamo lavorando sul progetto di  una nuova cantina qui nei nostri vigneti, perché a Palazzo Pullici siamo in carenza di spazio. Il fatto di essere nel centro storico non facilita le cose, soprattutto durante la vendemmia”. Poi quasi come una riflessione condivisa, aggiunge “Per noi l’azienda è stata davvero una grande avventura, abbiamo sempre rilanciato, abbiamo vissuto momenti intensi, successi, cambiamenti. Nino ha amato tanto il lavoro di vignaiolo e siamo sempre stati convinti di quello che facevamo per questo abbiamo affrontato con energia sacrifici e difficoltà. Ormai la maggior parte della gestione aziendale è in mano ai nostri figli, Dario, enologo e Andrea, agronomo. Nino continua ad essere presente, sia perché la sua passione per questo lavoro è rimasta immutata negli anni, ma anche per poter trasmettere quotidianamente un patrimonio di esperienza davvero importante”.

Dario è appena arrivato. Gentile e professionale ci illustra i vari passaggi della vinificazione, ci accompagna in cantina, ci mostra le grandi vasche di cemento vetrificato e le botti di rovere.

Poi saliamo. “Siamo molto orgogliosi del nostro Recioto” ci dice mentre attraversiamo il fruttaio “Selezioniamo con cura le “recie” di garganega per l’appassimento. Come vedete il sistema è tradizionale, ad aria naturale e durerà fino a fine febbraio. Nelle annate con condizioni climatiche sfavorevoli non lo produciamo”.pieropan appassimento

 

La luce filtra tra i graticci di canne di bambù e si riverbera sulle uve in appassimento, le sfumature ormai virano al bronzo perché l’uva è quasi pronta per la pigiatura.

 

PIEROPAN

Via Camuzzoni 3, 37038 Soave, Verona
Tel. 0456190171 – Fax: 0456190040
info@pieropan.it
www.pieropan.it

Visite solo su prenotazione

pieropan bottiglie

 

 

 

 

 

 

I Vini

Soave Classico DOC (Garganega, Trebbiano di Soave)

Soave Classico DOC Calvarino (Garganega, Trebbiano di Soave)

Soave Classico DOC La Rocca (Garganega)

Recioto di Soave DOCG Le Colombare (Garganega)

Valpolicella superiore DOC Ruberpan (Corvina Veronese, Rondinella Corvinone e Croatina Veronese, 5% di uve di vecchi vitigni tradizionali della Valpolicella)

Amarone della Valpolicella DOCG Amarone Vigna Garzon (Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina, 5% di uve di vecchi vitigni tradizionali della Valpolicella)

Ghes Spumante Extradry  Rosè (Corvina)

About Francesca Mordacchini Alfani

Amante di tutto ciò che fa perdere tempo e contribuisce a trascurare la concretezza, aiutata in questo da astratti studi umanistici, ha la passione tra l’altro per fumetti, serie tv, lettura e scrittura. Proviene dal mondo editoriale, si è occupata di guide di cucina, ama la grafica e l’impaginazione e per motivi familiari ha da sempre un profondo legame con il mondo agricolo.

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