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Le polpette dell’orto di Moris e il vermetto Gastronomo

by • 1 luglio 2017 • Le ricette con la toqueComments (0)

L’estate calda e umida aveva reso la terra secca e assetata. Nell’orto di Moris le zucchine reclamavano, ogni giorno con più forza, l’innaffiata quotidiana. Quel giorno, zappa in spalla, dopo aver resuscitato le patate, l’ortolano decise di cogliere anche le zucchine beone. Il vermetto Paolino era andato ad infilarsi nella tasca dei pantaloni del ragazzo. In mezzo al terremoto di zappate, piegamenti era riuscito, “contorci e striscia”, ad arrivare verso l’apertura della tasca e si era messo comodo e al riparo dal sole. Da quella posizione privilegiata, sbirciava l’orto dall’alto e desiderava solo una fogliolina che gli facesse da cappello. Moris preparava le primizie per le sue clienti. 19578437_10209346754094921_1605804657_n

Toglieva la terra in eccesso dalle patate e le sistemava nel sacco a rete, le zucchine le avvolgeva nelle buste trasparenti. Di tutta quella gran quantità di ortaggi, sistemava tre patate e tre zucchine in una borsa di tela a parte. Quel piccolo carico attirava l’attenzione di Paolino che per un secondo dimenticò di essere vermetto per trasformarsi in un tuffatore professionista. Dall’apice della tasca dei pantaloni, diventata trampolino, dopo un attimo di silenzio e concentrazione: via a volo d’angelo verso la borsa. Atterraggio perfetto sulla tela che lo spinse a rimbalzare a cavallo della patata più grossa. La borsa, impugnata dalla stretta salda di Moris si mosse, tutto il contenuto compattandosi creò un terreno, per meglio dire, quasi come scogliera dove Paolino strisciava al fresco e all’umido delle patate spolverate. Tonfo di sportello, accensione del motore, il furgoncino era già in viaggio per le consegne. Due chili di patate alla Signora Giovanna, tre buste di zucchine alla Zia Concetta e così via fino all’ora di pranzo.  Il vermetto, al sicuro nella piccola borsa di tela, si era addormentato. Gli sembrava ancora di sognare, quando una lama splendente sotto il neon della cucina iniziò a pelare una delle tre patate compagne di viaggio.

Strisciando accanto al tagliere di legno, realizzo’ che stava assistendo alla preparazione del pranzo di Moris: le polpettoni al forno di patate e zucchine al formaggio al profumo di limone. Chissà se al mondo si fosse mai visto un “vermetto chef”!?19622685_10209346754454930_595362098_n

Passava in rassegna gli ingredienti:

3 grosse di patate, 3 zucchine, 1 uovo, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 50 gr di caciotta mista, 1 spicchio di aglio, sale, pepe, scorza di limone a profumare, olio di oliva per friggere e pangrattato.

L’ortolano aveva le mani grandi e pelava in velocità con quel coltello tutto d’acciaio. Come poteva riuscirci un vermetto, seppur chef, a ripetere quelle azioni? C’era anche da mettere sul fuoco un pentolone colmo di acqua per bollire i tuberi gialli. Lavare mondare e grattugiare le zucchine. Non parliamo poi del momento in cui, lessate e schiacciate le patate, grattugiate le zucchine ci sarebbe stato da impastarle insieme all’uovo, regolando di sale e pepe, aggiungendo parmigiano e la scorza di limone! A Paolino il profumo di limone faceva pure starnutire! Osservava con attenzione tutti i passaggi. La ciotola era ora colma d’impasto giallo verde che sembrava la bandiera del Montefiascone!

L’ortolano, trasformato in cuoco aveva fatto a tocchetti piccoli la caciotta e formando, con le sue mani grandi, delle palline inseriva al centro il formaggio. Le palline polpette venivano fatte rotolare nel pangrattato e adagiate nelle piccole teglie di coccio con l’Evo e uno spicchio di aglio. Il forno preriscaldato a 180° se le pappo’ in un solo boccone.

Mentre Morris sistemava la tavola il vermetto aveva i venti minuti di cottura per escogitare una professione meno pesante di quella dello chef. Per lo sforzo di pensare e ripensare da verde era diventato quasi marrone. Quando il forno si decise a far uscire le polpette pronte e con tutto il loro fragrante profumo, la scelta fu immediata: “diventerò Assaggiatore Gastronomo!”19668008_10209346937779513_914804743_n

In abbinamento: Nethun I.G.T. Lazio Bianco Muscari Tomajoli

Muscari

About Alessandra Di Tommaso

Se fosse un vino sarebbe un bianco vecchio ambrato, nel cibo un piatto di spaghetti con un filo di extravergine a crudo, nella vita un lago di interessi e un’infinita curiosità.

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