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Tutela Made in Italy: avvocati e sommelier alleati contro italian sounding e bevande liofilizzate spacciate per vino doc

by • 30 dicembre 2019 • Notizie, Senza categoriaComments (0)

Della serie non si finisce mai di imparare: acqua, bustina di vino in polvere e il gioco è fatto. Di cosa parliamo? Dell’ultima trovata, il cosiddetto ‘wine kit’, sempre più diffuso nei paesi anglosassoni, ovvero una bevanda liofilizzata, di dubbio gusto, spacciata per marchi doc come i nostri Chianti e Barolo. Una vera e propria truffa per i consumatori.Questo purtroppo è solo uno degli ultimi inganni ai danni del made in Italy, che deve confrontarsi anche col pericolo del cosiddetto ‘italian sounding’: prodotti che fuori dall’Italia possono facilmente ingannare il consumatore perché nel nome sembrano italiani, ma di italiano non hanno nulla, come il pesto prodotto con noci e formaggi vari o come il pomodoro ‘San Marzano’ coltivato in Olanda. Per contrastare questi fenomeni è nata la Commissione per il Diritto agroalimentare e vitivinicolo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, fortemente voluta dal presidente Antonino Galletti, nella sua prima uscita in collaborazione con la Fis – la Fondazione italiana sommelier, di Franco Maria Ricci, che da 55 anni si occupa della cultura agroalimentare, della formazione e della cultura del vino e dell’olio. Secondo gli ultimi dati elaborati da Coldiretti l’italian sounding provoca danni notevoli alla nostra economia: l’export di veri prodotti agroalimentari italiani nel 2018 ha raggiunto quota 41,8 miliardi; il mercato del falso made in Italy nel mondo ha toccato invece i 100 miliardi di euro. Numeri impressionanti. E anche nel nostro Paese non mancano truffe e operazioni contro sofisticazioni alimentari.  Solo per citare gli ultimi casi: 11 persone sono state arrestate per aver adulterato il mosto con miscele zuccherine prodotte da canna da zucchero e barbabietola e altre 27 sono state destinatarie di misure cautelari per aver prodotto e venduto un falso olio d’oliva realizzato con olio di soia addizionato con la clorofilla per rendere il colore verde.  Ed è proprio per arginare questo fenomeno, come spiegato dal consigliere Riccardo Bolognesi coordinatore della Commissione con il consigliere Lucilla Anastasio: ‘’ Ci chiederemo come può intervenire l’avvocato a tutela del made in Italy più pregiato, quello che tutto il mondo ci riconosce, probabilmente ci invidia e a tratti insidia con brutte copie e orribili falsi ma anche come far crescere la cultura del made in Italy, la cultura del bere, la conoscenza di questi nostri tesori”.

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